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giovedì, 29 gennaio 2004
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L'orrore dello
sterminio degli ebrei in Europa
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menticare
mai dimenticare mai dime
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poesia e memoria
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Figlia,
come anche quest’inverno passerà
non dovrai ascoltare i briganti bugiardi
che t’inviteranno a dimenticare.
Ricorda.
Ricorda la ferrea stretta del ghiaccio,
gli alberi discinti dalla vita,
e il nero funereo della luce di quelle albe ad Auschwitz.
Adesso che quest’inverno se ne andrà
non credere ai gangsters loquaci
nell’ammonirti a scordare.
Ricorda.
Ricorda le notti popolate d’incubi,
i rozzi fantasmi della paura dipinti di tormenta
di cupi processi creati a Mosca contro i giusti
e quella esausta morte seduta laggiù
all’alba del 6 agosto 1945
in una pietra davanti al bel mare d’Hiroshima.
Ricorda ogni foglia caduta,
ogni bambino morto avanti d’avere un gioco,
soltanto,
ogni donna defunta perché donava una vita,
ogni creatura uccisa perché reclamava vita.
Adesso che finalmente anche questo lungo inverno finirà
e la primavera rinnoverà
i mille odori che l’eterno ci dona
in tutti i suoi agguati di luci e colori,
ricorda i troppi amori
costretti a vivere
nel magro cuore di una scarsa estate.
Raffaele Ibba
(Il disonore dei canti)
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Raffaele Ibba ha da poco pubblicato Il disonore dei canti (Edizioni della Meridiana,
Firenze).
In una recensione su Conquiste
del lavoro (26/ 01/04), Antonio Spadaro scrive: «La poesia
è memoria, come dice la Cassandra di Foscolo. Lo è anche
per chi parla solo della propria anima. Allora la storia è parte
intrinseca della poesia. E lo è in modo critico,
perché ricorda quello che è successo tenendo conto del
bene e del bello, cioè di quello che merita d'essere ricordato e
che deve essere ricordato, anche se circondato e travolto dal male.
Anzi questo è il caso classico che chiede poesia. Ibba mi
raccolta di aver letto in Internet l'analisi di un professore
dell'Università di Rabat sui canti epici delle popolazioni
Berbere dell'Atlante dopo un guerra coloniale dei francesi del 1932.
Guerra di cui noi nulla sappiamo.
C'è un frammento di uno di questi canti che, a suo parere,
può essere preso a epigrafe di che cosa sia la poesia: "Amputato della
lingua e mutilato
dell'orecchio/ Amputato di piedi e mani come frutto dei fucili,/ Essi
mi hanno risparmiato la vista affinché mi rompessi il cuore a
brani. Questa
è la poesia, e lo è sempre. Avere la
vista per potersi rompere il cuore a brani"».
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postato da: biblaria | 23:56
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mercoledì, 28 gennaio 2004
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| DIRITTO
DI LEGGERE |
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Cresce la mobilitazione in
Spagna contro il prestito a pagamento in biblioteca
Dopo che il
22 gennaio il quotidiano "El
Pais" ha pubblicato la lettera di 32 bibliotecari contrari
all'introduzione del prestito a pagamento nelle biblioteche spagnole,
la mobilitazione e la reazione del mondo bibliotecario è andata
via via aumentando.
Per il 20 e 21 febbraio sono previste due giornate
di dibattito a Guadalajara a cui parteciperanno associazioni di
bibliotecari (tra cui Fesabid, Bibliotecari per la pace, Gruppo di
lavoro sulla proprietà intellettuale, ecc.), utenti, scrittori,
editori, librai, narratori. Un testo/manifesto intitolato In
difesa del prestito nelle biblioteche pubbliche è stato
sottoposto a molti scrittori, tra cui il Nobel José Saramago. Lo
scrittore Carlo Frabetti (di origini italiane, ma domiciliato a Madrid)
ha risposto aderendo alle giornate di mobilitazione con un testo
intitolato Elogio e difesa della biblioteca pubblica. Altri
scrittori spagnoli hanno già aderito: Andrés Aberasturi,
Manu Leguineche, Rosa Regás ecc. "Se la Amministrazione vuole
appoggiare gli autori più letti nelle biblioteche pubbliche - ha
dichiarato Carlo Frabetti - che li premi con contributi tolti dal
bilancio militare (quanta più gente legge, tanto meno guerre ci
saranno) o dai sei milioni annui di euro di spese per la famiglia reale
(quanta più gente legge, meno spenderemo in fasti di corte e
nozze principesche)".
E, in
Italia, chi batte il primo colpo?
![EL PAIS - Opinión - 22-01-2004 : Préstamo en bibliotecas públicas [EL PAIS]](http://www.elpais.es/elpaismedia/diario/media/200401/22/paginas/20040122elpepipag_1_I_SCO.jpg) |
EL PAIS |
Opinión - 22-01-2004
Préstamo
en
bibliotecas públicas
Alicia Girón
García. Biblioteca de la Universidad de Las Palmas y 31
bibliotecarios más.
Dice
su periódico, el sábado 17, que la Comisión
Europea ha abierto expediente a España por realizar
préstamos públicos de libros sin cobrar a cambio.
(leggi tutto)
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ELOGIO Y
DEFENSA DE LA BIBLIOTECA PÚBLICA
Carlo Frabetti |
| Llevo
muchos años celebrando encuentros -tanto con niños como
con adultos- en bibliotecas públicas de todo el Estado
español, y solo tengo palabras de elogio y gratitud para estas
admirables instituciones y para las personas (mujeres en su
mayoría) que, con más entusiasmo que medios, las
mantienen vivas y vigorosamente activas. No quiero, de ninguna
manera, cobrar derechos de autor por los préstamos de mis libros
efectuados en las bibliotecas (ni, dicho sea de paso, por las
fotocopias; hay una forma muy sencilla de evitar que se fotocopie
libros: que sean más baratos que las fotocopias). Creo que, en
todo caso, tendría que ser yo quien pagara a las bibliotecas por
cuidar de mis libros, promocionarlos y hacerlos accesibles cuando en
las librerías tienen que quitarlos de enmedio en cuestión
de días para hacer sitio a las mil novedades
semanales vomitadas por una industria |
editorial
hipertrofiada y sin apenas más criterios que los despiadadamente
comerciales.
Si la Administración quiere apoyar a los autores que son
leídos en las bibliotecas públicas, que los premie con
bonificaciones sacadas del presupuesto militar (cuanta más gente
lea, menos guerras habrá) o de los seis millones de euros que se
lleva anualmente la Casa Real (cuanta más gente lea, menos
gastaremos en fastos cortesanos y bodas principescas). Y las grandes
editoriales, en vez de conceder premios amañados a escritores
envilecidos, que repartan ese dinero entre los autores leídos en
las bibliotecas, premiados día a día por el más
inapelable de los jurados. No permitamos que los depredadores
neoliberales irrumpan en el delicado ecosistema de las bibliotecas
públicas, patrimonio cultural y moral de la humanidad. |
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postato da: egolector | 22:17
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lunedì, 26 gennaio 2004
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MESSICO-ARGENTINA
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Annuncio
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Un incontro internazionale sulla
biblioteconomia "sociale"
PROMOSSO DA CEBI
e GESBI
Promosso dal messicano Circolo di studi
sulla biblioteconomia politica e sociale (CEBI), di cui abbiamo
già parlato (Qui), e
dall'argentino Gruppo di studi sociali in biblioteconomia e
documentazione (GESBI),
si terrà a Buenos Aires, contemporaneamente all'annuale
congresso
dell'IFLA, un "foro sociale di informazione, documentazione e
biblioteche".
L'incontro avrà luogo dal 26 al 28
agosto e avrà
come scopo quello di "sviluppare nuovi filoni di azione e riflessione
teorica", di "offrire uno spazio per la costruzione e lo sviluppo del
pensiero critico", di "favorire l'applicazione dei principi democratici
nel campo della biblioteconomia e della documentazione". Maggiori
dettagli sul sito del CEBI
o scrivendo a cebimx@yahoo.com.mx (CEBI) o gesbiforo@yahoo.com.ar
(GESBI).
:: Ref.
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postato da: egolector | 00:16
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sabato, 24 gennaio 2004
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"Made in dignity"
E'
stato presentato nella più povera baraccopoli di Mumbai, nel
corso del Forum Sociale mondiale (WSF / FSM) appena conclusosi in
India, il marchio mondiale
delle Organizzazioni del Commercio Equo
(Fto, Fair trade organizations).
Joachim Arputham Magsaysay, presidente
della Federation of slum dwellers of India, e` nato qui, tanti anni fa,
quando a Mahim c'era solo un piccolo gruppo di conciatori di pelli.
"Noi degli slum - dichiara Joachim Arputham Magsaysay, presidente della
Federation of slum dwellers of India - abbiamo voluto fortemente che la
nuova rete del commercio equo e solidale di tutto il mondo venisse
lanciata da qui, dove la gente vive dei rifiuti della città
perchè solo
sperimentando e imponendo, a partire da un'esperienza concreta di
economia alternativa, regole nuove, giustizia e rispetto della
dignità
di tutti noi, possiamo avere la speranza di cambiare tutto questo".
Il marchio "Fto" lanciato a Mumbai dalla Federazione internazionale del
commercio alternativo International
fair trade association
(Ifat) può essere utilizzato in tutti i 59 Paesi
in cui sono presenti
gli oltre 200
membri Ifat. Finora sono 130, in 42
nazioni, le
organizzazioni autorizzate a usarlo. La lista dell'Ifat include
le
organizzazioni del commercio equo di tutto il mondo e le associazioni
di produttori in America Latina, Africa ed Asia. La scommessa del
commercio alternativo si basa sul tentativo di battere la
povertà
creando regole eque per gli scambi internazionali. Oggi più di
un
milione di piccoli produttori e lavoratori fanno parte di circa 300
organizzazioni di base, imprese e associazioni diverse in decine di
Paesi, mentre appare in crescita costante anche il numero dei relativi
consumatori. [continua...]
Fonte - "Nasce
nello slum il marchio del commercio equo", in oneworld.net
Ref. Sulle
nuove regole del "made in dignity" definite per il marchio FTO vedi:
Ref.
"WSF
2004: da Mumbai nuove regole per un commercio giusto", in Ciranda.net
::
Documenti
Per una rassegna di articoli e reportage
indipendenti in varie lingue sul WSF di Mumbai (16–21/ 01/ 2004):
IV International
Independent Information Exchange
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postato da: biblaria | 06:07
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II Forum mondiale si
conclude con lo spettacolo di Gilberto Gil
Da: "Folha di São Paulo" del 22 Gennaio 2004
Trad. it. di Julio Monteiro Martins
MUMBAI, INDIA
- Cullati dalle canzoni di Gilberto Gil più di 100 mila
partecipanti del 4° Forum Sociale Mondiale hanno concluso l'evento
ieri, a
Mumbai. Con la chitarra in mano, il ministro della Cultura brasiliano
è salito
sul palcoscenico dopo i discorsi degli organizzatori dell'evento e
ha cantato
in quattro idiomi per celebrare la diversità culturale
caratteristica di quell'incontro
- Qui vedo, ascolto, sento una celebrazione planetaria
del genere umano.
Il Forum Sociale Mondiale è una grande agorà
contemporanea, un territorio
di libero scambio. Un punto di incontro per proposte, esperienze e
valori -
ha detto, prima di iniziare lo spettacolo, cantando in portoghese
"Filhos de Gandhi". Poi ha cantato insieme al pubblico "Woman No Cry",
"Soy Loco por Ti America" e una canzone in francese.
Il
presidente degli Stati Uniti è stato ridicolizzato durante
la cerimonia, di fronte a 70 mila persone. Un video di tre minuti,
trasmesso da sei schermi giganti, ha mostrato le immagini del "re
del mondo": un fantoccio con il volto del presidente americano
circondato da soldati con mitragliatrici. In un altro momento, la testa
del fantoccio è stata aperta ed era vuota.
Prima del video un membro della ONG "Via
Campesina" è salito sul palcoscenico e ha dato agli USA di
"United Snakes" (serpenti uniti), facendo ridere il pubblico. La
cerimonia si è svolta in Piazza della Libertà, che
ha una capienza per 500 mila persona, quella da dove il
leader pacifista Mahathma Ghandi, morto nel 1948, invitava gli
indiani a resistere al dominio coloniale inglese.
Ref.
![http://www.folha.com.br [ FolhaOnline]](http://www1.folha.uol.com.br/folha/galeria/images/logo_fol.gif)
Ref. Carta Maior, Agência
Alternativa de Notícias (S. Paulo, Brasile):
copertura da Mumbai del
Ref.
FSM / WSF (in spagnolo e in inglese):
Qui
Ref.
"L'occhio del Brasile sul Forum Mondiale in India" (5 articoli) in Mumbai 2004
::
Documenti
Sito web del
World Social Forum
2004
Rassegna di articoli e reportage sul WSF pubblicati
su "il manifesto" (15–23 gennaio 2004):Bombay
2004
Due reportage di Sabina Morandi da Mumbai ("Mezzo milione di piccoli
indiani" e "La cittadella del
rimescolamento
globale") sono su "Liberazione" (non più in edicola) del
17 gennaio 2004.
ALBUM
fotografico di Simone Bruno Oh, Bombay
(su Socialpress).
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postato da: biblaria | 05:58
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mercoledì, 21 gennaio 2004
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Contro il decreto del "Grande Fratello"
a cura di casarossa
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Il Decreto legge
n.
354 del 24 dicembre 2003, che porta a cinque anni l’obbligo per gli
operatori di telecomunicazioni di conservare i dati relativi alle
comunicazioni telefoniche, via sms, via internet e via email,
costituisce una potenziale limitazione della libertà personale
ed un grave rischio per l’economia della rete.
Mobilitazione il 21 gennaio 2004
Iniziative a Roma e in
Internet
In seguito
alle cautele dichiarate dal Garante per la Privacy e dopo le
preoccupazioni espresse da AIIP e Assoprovider, facendo seguito alla
petizione elettronica contro il decreto promossa da QuintoStato, l’associazione Il Secolo della Rete ha deciso di
avviare una campagna di
sensibilizzazione sul tema della privacy.
L’associazione Il Secolo
della Rete esprime viva preoccupazione per il decreto natalizio
del "Grande Fratello" e invita
tutti quelli che ritengono utile difendere la privacy a sottoscrivere l'appello [QUI]
e ad esporre nella propria home page il
logo della campagna [prelevabile QUI].
:: Fonti - Il decreto-legge
354/03 contiene significative modifiche al DLgs
196/03 "Codice in materia di trattamento di dati personali", del
quale viene integralmente riscritto l’art.
132 (conservazione dei dati di traffico per altre finalità).
Esso ha perciò l’effetto di
riscrivere la normativa sulla privacy approvata nel luglio scorso,
stravolgendone il carattere di garanzia per i cittadini.[da
"Privacy dei cittadini ed economia Internet in pericolo"]
:: Ref.
L’associazione “Il
Secolo della Rete - for a Free Knowledge Society” è nata a
Pisa il 6 dicembre scorso con l’obiettivo di riunire soggetti diversi
intorno ad una piattaforma comune e concreta tesa a sostenere quelle
caratteristiche dell’economia di rete che la oppone come irriducibile
antagonista dell’economia di guerra che oggi tenta di gerarchizzare il
mondo.[dalla Homepage]
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postato da: biblaria | 09:26
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lunedì, 19 gennaio 2004
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COPYRIGHT / COPYLEFT
di Marco
Marandola*
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SARÀ A PAGAMENTO IL PRESTITO DI LIBRI NELLE
BIBLIOTECHE?
Aperta una procedura UE contro l'Italia sulla gratuità del
prestito pubblico bibliotecario.
16 gennaio 2004 -- La Commissione
Ue ha
avviato una procedura d'infrazione contro Italia, Spagna, Francia,
Irlanda, Lussemburgo e Portogallo per incorretta
trasposizione, nelle loro legislazioni, delle regole Ue sul
"diritto di prestito pubblico".
Come avevo
già riferito, il 16 ottobre 2003 fu condannato il Belgio per lo
stesso motivo. Già in quella occasione espressi le mie
preoccupazioni per la situazione in Italia.
La materia del prestito in
biblioteca è regolata dalla Direttiva 92/100/CEE del
Consiglio, del 19 novembre 1992, concernente il diritto di noleggio, il
diritto di prestito e taluni diritti connessi al diritto di autore in
materia di proprietà intellettuale.
- Se da un lato
all'articolo 2 si riconosceva all'autore il diritto di prestito come un
diritto economico, dall'altro all'articolo 5 si permetteva agli Stati
membri di derogare al diritto di autorizzazione da parte dell'autore al
prestito delle sue opere da parte di istituzioni pubbliche, però
dietro corrispettivo.
- Il comma 3
prevedeva che gli Stati potevano escludere ALCUNE categorie di
istituzioni dal pagamento di una remunerazione per il prestito.
Ref.
Direttiva
92/100/CEE [Full text HTML]
[Full text Word]
Ref. Comunicato
stampa UE IP/04/60
del 16/01/2004
L'introduzione
del pagamento è stata regolata in maniera differente nei vari
Paesi Europei.
Un rapporto della Commissione del 12 settembre 2002
evidenziava che in alcuni Paesi, tra cui l'Italia, la esenzione dal
pagamento per il prestito in biblioteca era totale.
Ora il nostro Governo dovrà necessariamente difendere la propria
posizione di fronte alla Commissione Europea, o introdurre il pagamento
per il prestito.
Il rischio è che la biblioteca, ed
il danaro pubblico, si presti ad una nuova tassa che non migliora in
nessun modo né il servizio pubblico, né la diffusione
della lettura né la stessa creazione intellettuale che si
vorrebbe stimolare.
Sono a
disposizione per ogni dubbio, informazione o iniziativa.
Marco Marandola
<marandol@tiscali.it>
*esperto
di diritto d'autore
Tel.: 335 46344
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postato da: biblaria | 23:46
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domenica, 04 gennaio 2004
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MEXICO
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BIBLIOTECARI
PER LA
PACE
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A DIECI ANNI DALLA
"INSURGENCIA" ZAPATISTA
Un nuovo territorio libero
(e virtuale) creato da bibliotecari messicani
Si inaugura
simbolicamente il
primo gennaio (2004), a dieci anni dalla prima Dichiarazione della
Selva Lacandona e della "insurgencia" dei ribelli zapatisti, un nuovo
spazio virtuale creato dal Círculo de Estudios sobre
Bibliotecología Política y Social (Messico).
Si tratta di "uno sforzo collettivo dal Messico verso il mondo, una
proposta in spagnolo per tutte le lingue umane, tutte sorelle", e
ospiterà "non solo le discussioni teoriche e le riflessioni
professionali, ma anche le proposte critiche immaginative e creative".
"Dieci anni fa quel che successe in un remoto angolo del Messico ha
scosso le nostre coscienze: nella loro umiltà i fratelli della
terra ci
hanno mostrato che un mondo diverso è possibile e che l'utopia
non è
morta. Ora, dieci anni dopo, [...] desideriamo costruire con i
bibliotecari del mondo un territorio di libertà, di rispetto, di
intelligenza condivisa. [...] Ove solo è proibito proibire".
Ecco il link al
sito.
Il
movimento zapatista ha sempre riservato una grande attenzione alla
battaglie culturali e e alle necessità spirituali dell'uomo (in
un
territorio come il Chiapas dove il 60% delle persone lavora in
agricoltura, il 59% è sotto la soglia di sopravvivenza, solo il
14%
delle case ha un tetto, il 25% ha i servizi igienici e il 67% ha
energia elettrica). Nel 1994, in soli ventisette giorni, l'EZLN
creò
nella selva Lacandona la prima biblioteca di Aguascalientes e un grande
centro culturale in cui si diedero appuntamento seimila visitatori da
tutto il mondo. Nel febbraio 1995 la biblioteca di Aguascalientes fu
rasa al suolo dall'esercito messicano. Per tutta risposta l'EZLN
creò
cinque nuove Aguascalientes in piena selva, "cinque centri di scambio
culturale tra persone di tutte le razze, di tutti i colori, di tutte le
lingue, di tutte le fedi, animate da un solo obbiettivo: creare un
mondo che possa contenere tutti i mondi".
Potrete trovare informazioni sulle
biblioteche di Aguascalientes a questa pagina internet
e nel comunicato zapatista del 6
agosto 1994.
:: Rif. Questo
è
il sito del Círculo
de Estudios sobre Bibliotecología Política y Social
(CEBI), México.
:: Rif. Questa
è la pagina
in
inglese dello Study Circle on Political and Social
Librarianship sul
:: Rif. "Progetto CEBI".
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postato da: egolector | 16:19
| commenti
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