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venerdì, 30 luglio 2004

BIBLIOTECA & CITTADINO




[Repubblica PA 30-07-04, p. IV ]
la Repubblica Palermo 30 luglio 2004, pag IV

PALERMO

  Biblioteche che chiudono 
APPELLO DEGLI INTELLETTUALI PER LE BIBLIOTECHE SICILIANE


 
Per  la biblioteca del Banco in campo il Comune, "Salveremo la biblioteca".
E il presidente della Fondazione BdS, "Li gestiamo noi".


Dal primo agosto la Biblioteca del banco di Sicilia chiude. Ma all'indomani della denuncia comparsa ieri sulla Repubblica sono arrivate le prime reazioni che prospettano due diverse ipotesi di salvataggio di questa importante memoria culturale e documentaria.


Il 30 LUGLIO la Repubblica Palermo ritorna sul caso della Biblioteca del Banco [riportato qui nel pezzo di ieri] con un servizio redazionale di cronaca. Ne riportiamo di seguito il testo pubblicato oggi sul quotidiano.

 La Repubblica
VENERDÌ 30 LUGLIO 2004
Pagina Iv - Palermo
      IL CASO     

Puglisi si impegna: "Salveremo la biblioteca"
Per i libri del Banco in campo il Comune

L´idea di Butera presidente della Fondazione BdS "Li gestiamo noi"


APPELLI per salvare la biblioteca del Banco di Sicilia che dal 1? agosto chiuderà. Per dare un futuro certo agli oltre 15 mila volumi contenuti negli scaffali di Palazzo Branciforti si muovono la Fondazione Banco di Sicilia e il Comune. Da entrambe le istituzioni arrivano proposte che potrebbero garantire la sopravvivenza della biblioteca. Resta il fatto che dal 1? agosto i cinque dipendenti che lavorano alla biblioteca saranno trasferiti e la struttura si avvierà alla chiusura.
Dopo avere letto la notizia su Repubblica, il presidente della Fondazione Banco di Sicilia, Salvatore Butera, ha deciso di intervenire. Innanzitutto lanciando un appello al presidente del Banco, Sabino Cassese: «Rivolgo un appello all´amico Cassese, maestro di diritto e di cultura, perché raccolga la disponibilità della Fondazione». La disponibilità della Fondazione è quella che illustra lo stesso Butera: «Non tocca a me entrare nelle decisioni aziendali del Banco di Sicilia spa, ma la Fondazione si rende disponibile a contribuire a una soluzione del problema e si offre, anche se fosse necessario un sacrificio economico, di gestire la biblioteca nei tempi e con le formule che saranno ritenute più idonee. Potremmo offrirci di gestire la biblioteca anche lasciandola a Palazzo Branciforti».
Ma una disponibilità a salvare la biblioteca del Banco di Sicilia dalla chiusura arriva anche dall´amministrazione comunale. Per voce dell´assessore alla Cultura, Gianni Puglisi: «Il Comune è disponibile a prendere in carico la biblioteca, lasciando aperte diverse ipotesi per la sua gestione: si potrebbe lasciare nei locali che la ospitano attualmente, si potrebbero spostare i libri nella Biblioteca comunale. Certo è che, davanti al rischio che scompaia una biblioteca come quella del Banco, non si può restare indifferenti. Tra i miei progetti c´è quello di fare di Palermo la capitale mediterranea del libro: anche per questo il Comune è pronto a intervenire».

 [ la Repubblica Palermo 30 luglio 2004, pag. IV ]


Precedenti interventi sulle biblioteche a Palermo (prima del 22/06/04)
:: Appello per le biblioteche siciliane (22 giugno 2004)
:: Lettera aperta della CGIL al ministro Urbani
:: "La Biblioteca Centrale ha perso la memoria" di Lucio Forte
:: PERCHÉ IL COMUNE DEVE INVESTIRE NELLE BIBLIOTECHE
:: Biblioteca Centrale di Palermo: dopo la festa passare dalla propaganda ai fatti
:: "UNA STORIA SEMPLICE" di Amelia Crisantino

Per commentare sul Biblog basta cliccare sul link (verde) commenti in calce a questo pezzo e scrivere nella finestrella che si apre (o incollarvi un testo già scritto): il commento andrà subito in linea e tutti lo potranno leggere.

"L'Italia degli 8000 comuni dovrebbe essere anche l'Italia delle 8000 biblioteche"
Messaggio del Presidente Carlo Azeglio Ciampi, 5 maggio 2003

postato da: biblaria | 20:42 | commenti

giovedì, 29 luglio 2004

BIBLIOTECA & CITTADINO




[Repubblica PA 29-07-04, p. I ]
la Repubblica Palermo 29 luglio 2004

PALERMO

  Biblioteche che chiudono 
APPELLO DEGLI INTELLETTUALI PER LE BIBLIOTECHE SICILIANE


 
«Chiude la biblioteca del Banco»

Dal primo agosto. Consegnando al calendario la nuova cronaca di un pezzo di storia che se ne va. Anzi, di storie parallele e infine congiunte. Perché sugli scaffali di Palazzo Branciforti - dove la biblioteca del Banco di Sicilia si è trasferita nel 1998 - si è davvero consumata la fusione tra il Banco e la Sicilcassa.



Il 29 LUGLIO la Repubblica Palermo ritorna in prima pagina, titolo basso a tre colonne, su una biblioteca che chiude. Ora tocca alla biblioteca di un ente privato, la maggiore banca dell'Isola. Come è stato rilevato in precedenti articoli apparsi sullo stesso giornale a seguito dell'appello per le biblioteche siciliane del 22 giugno, il tema della "fruizione pubblica" del patrimonio documentario siciliano rimane uno dei principali problemi aperti che richiedono al governo regionale un rilancio di alto profilo della politica dei beni librari, e una legislazione per l'intero settore.




Repubblica-Palermo dedica all'iniziativa uno speciale sul sito del quotidiano: QUI
Nello stesso spazio si trova il link alla casella e-mail
appellobibliosicilia
per chi volesse comunque dare ancora la sua adesione o inviare dei MESSAGGI. L'elenco delle firme e i messaggi che arrivano sono anch'essi pubblicati.

Riportiamo di seguito l'articolo pubblicato oggi in prima pagina.

La Repubblica
GIOVEDÌ 29 LUGLIO 2004
Pagina I - Palermo
       IL CASO     
Chiude la biblioteca del Banco

ENRICO DEL MERCATO

I primi a saperlo sono stati i cinque dipendenti che ci lavorano. A loro hanno già comunicato che dal primo agosto cambieranno ufficio e che, dunque, la biblioteca resterà «senza presidio». Vuota, abbandonata. Chiusa. Vittima della razionalizzazione dei costi cade sotto i colpi della riorganizzazione aziendale anche la biblioteca del Banco di Sicilia, oltre 15 mila volumi, riviste italiane e straniere, raccolte storiche, una bellissima sala lettura in legno tutto in 320 metri quadrati al piano terra di Palazzo Branciforti.
[PAGINA XV]
LO spettro della biblioteca che sta per chiudere aleggiava anche ieri sulla riunione tra i vertici del Banco di Sicilia e le organizzazioni sindacali convocata proprio per discutere di riorganizzazione del lavoro all´interno dell´azienda e conclusasi con una rumorosa rottura. Alla fine, un comunicato firmato da Falcri, Cgil, Cisl e Uil annuncia «la rottura delle relazioni industriali in tutte le realtà aziendali e il conseguente avvio di una stagione di mobilitazione dei lavoratori, attraverso la capillare indizione di assemblee».
Di tutto questo i cinque dipendenti pronti al trasferimento e la biblioteca che chiude portandosi appresso la sua storia sono il simbolo. O probabilmente l´annuncio di ciò che sta per arrivare, come temono alcuni sindacalisti. Perché una biblioteca che chiude è sempre un bruttissimo segnale, se poi una biblioteca chiude perché bisogna risparmiare sui costi allora ce n´è abbastanza perché - sia pure ancora sottovoce - i sindacalisti comincino a preoccuparsi, a temere che all´orizzonte ci siano nuovi annunci di ridimensionamento del personale. Per il momento, all´orizzonte più visibile c´è quella data: dal primo agosto la biblioteca del Banco chiude. Consegnando al calendario la nuova cronaca di un pezzo di storia che se ne va. Anzi, di storie parallele e infine congiunte. Perché sugli scaffali di Palazzo Branciforti - dove la biblioteca che prima era ospitata negli uffici di piazzale Ungheria si è trasferita nel 1998 - si è davvero consumata la fusione tra il Banco e la Sicilcassa. In un felice matrimonio cartaceo, stanno lì sia i volumi che provengono dalla ex biblioteca della Sicilcassa, sia quelli che - soprattutto quando la gestione era affidata al servizio studi - il Banco acquistava.
Così a Palazzo Branciforti, per esempio, ci sono i cinque volumi della collana Notizie sull´economia siciliana, il primo dei quali venne pubblicato nel 1926, oppure l´intera collana Nuovi quaderni del Meridione. A fare scorrere gli armadi si può trovare, ancora, il Bollettino mensile con il quale, nel 1946, l´osservatorio economico del Banco ricostruì tutte le statistiche del commercio della Sicilia con l´estero, e con le altre regioni italiane, negli anni dal 1940 al 1945. Forse il primo vero, grande approccio statistico del dopoguerra. E poi, i rapporti a tema: quello sulla situazione abitativa in Sicilia nel 1987, per esempio, oppure quello sull´apparato produttivo siciliano agli inizi degli anni Ottanta. O ancora il primo rapporto su una realtà urbana, quello su Palermo del 1987.
Una vera miniera di carta per ricercatori e studiosi. Che, infatti, nella sala di lettura all´inglese al piano terra di Palazzo Branciforti continuano ad andarci. Anche per cercare, per esempio, le collezioni delle riviste giuridiche ed economiche. Ci sono quelle del Fondo monetario internazionale e quelle di politica economica dell´Ocse. C´è insomma su quegli scaffali una lunghissima storia editoriale che è siciliana, ma non solo. E che negli anni il servizio studi del Banco ha procurato di alimentare investendo sostanziosi budget nell´acquisto di volumi e pubblicazioni. Fino a qualche anno fa. Perché da almeno dieci anni a questa parte, da quando la biblioteca è stata separata dall´ufficio studi la musica è cambiata. Le riviste non vengono più acquistate, di nuovi libri neppure a parlarne. Le biblioteche cominciano a morire così. Lentamente, d´oblio. A ritmo con la polvere che si posa sulle copertine. Fino a quando qualcuno non decide di staccare il respiratore. Magari perché bisogna razionalizzare costi e risorse umane. E, dunque, i libri diventano una risorsa insostenibile. Perché dal primo agosto, a dipendenti trasferiti e biblioteca chiusa i vertici del Banco dovranno interrogarsi sulla sorte di quei 15 mila volumi. Che fine faranno?
ENRICO DEL MERCATO

[ la Repubblica Palermo 29 luglio 2004, pag. I e XV ]

Precedenti interventi sulle biblioteche a Palermo (prima del 22/06/04)
:: Appello per le biblioteche siciliane (22 giugno 2004)
:: Lettera aperta della CGIL al ministro Urbani
:: "La Biblioteca Centrale ha perso la memoria" di Lucio Forte
:: PERCHÉ IL COMUNE DEVE INVESTIRE NELLE BIBLIOTECHE
:: Biblioteca Centrale di Palermo: dopo la festa passare dalla propaganda ai fatti
:: "UNA STORIA SEMPLICE" di Amelia Crisantino

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"L'Italia degli 8000 comuni dovrebbe essere anche l'Italia delle 8000 biblioteche"
Messaggio del Presidente Carlo Azeglio Ciampi, 5 maggio 2003

postato da: biblaria | 14:51 | commenti

venerdì, 23 luglio 2004

BIBLIOTECA & CITTADINO




[Repubblica PA 23-07-04, p. I ]
la Repubblica Palermo 23 luglio 2004

PALERMO

La Biblioteca Centrale sottratta ai cittadini
APPELLO DEGLI INTELLETTUALI PER LE BIBLIOTECHE SICILIANE


L'archivio invisibile de «L'Ora»

Imballati e difficilmente raggiungibili i giornali che raccontano un secolo.



Il 23 LUGLIO la Repubblica Palermo ritorna in prima pagina, titolo basso a tre colonne, sulla fruizione bibliotecaria: l'archivio completo di una storica testata del giornalismo siciliano, il "L'Ora" di Palermo, acquisito dalla Biblioteca Centrale regionale, è «invisibile». L'articolo, firmato dal giornalista e studioso Lucio Forte, illustra il preminente valore storico-culturale di questo "fondo" attualmente inaccessibile e lancia un preoccupante allarme sul suo stesso stato di conservazione. Clamorosa la rivelazione di una documentazione fotografica fatta pervenire anonimamente all'autore. Come è stato rilevato in precedenti articoli apparsi sullo stesso giornale a seguito dell'appello per le biblioteche siciliane del 22 giugno, il tema della "fruizione pubblica" del patrimonio documentario siciliano rimane uno dei principali problemi aperti che richiedono al governo regionale un rilancio di alto profilo della politica dei beni librari, e una legislazione per l'intero settore.




Repubblica-Palermo dedica all'iniziativa uno speciale sul sito del quotidiano: QUI
Nello stesso spazio si trova il link alla casella e-mail
appellobibliosicilia
per chi volesse comunque dare ancora la sua adesione o inviare dei MESSAGGI. L'elenco delle firme e i messaggi che arrivano sono anch'essi pubblicati.

Riportiamo di seguito l'articolo pubblicato oggi in prima pagina.

La Repubblica
VENERDÌ 23 LUGLIO 2004
Pagina I - Palermo
Imballati e difficilmente raggiungibili i giornali che raccontano un secolo.
L'archivio invisibile de «L'Ora»


LUCIO FORTE

LA BUSTA stretta e lunga, sotto il tergicristallo, da lontano ci fece temere i bollettini per le multe degli anni settanta. Ma le tre fotografie che un anonimo vi aveva messo dentro riproposero le aspettative deluse sull´archivio del giornale "L´Ora" conservato nella Biblioteca Regionale Centrale. Secolare istituzione, questa, per la cui storia gli ultimi trent´anni sono certo poca cosa. Anche se, considerata la tecnologia che manda sonde su Marte, tutto quel tempo avrebbe dovuto significare qualcosa in più anche sotto le volte dell´ex Casa gesuitica.
[PAGINA XV]
Che ora è ricca di nuovi depositi culturali oltre che delle prodigiose raccolte che nella "guida" di Gaspare Palermo, già nel 1858, continuavano a meritare "la curiosità e l´attenzione di chisisia".
E sul modo in cui continuano ad andare le cose quanto alla possibile fruizione dei fondi donati non solo dal principe Lancillotto di Torremuzza, depongono male le tre immagini delle quali siamo singolarmente venuti in possesso. Relative appunto alle non ideali condizioni in cui versano gli innumerevoli cartoni da imballaggio, forse un centinaio, uguali a quelli che si usano per le uova o i detersivi, ma parecchio malridotti e con dentro l´intero archivio dell´estinto quotidiano della sera. Fatto che tanto più ci colpì l´anno scorso, quando arrivammo a quel fondo con uno speciale permesso e dopo avere attraversato il tesoro blindato e ben tenuto dai bibliotecari della Sezione "Antiqua". Uno speciale magazzino ricco di sensori e congegni antincendio e che, insieme a rari codici che incanterebbero non solo Umberto Eco, contiene molti tomi rilegati pochissimo tempo dopo la prima Bibbia di Gutemberg.
Ciò vuol dire che sono praticamente non fruibili, e forse esposti a più d´un rischio, migliaia di foto e di ritagli della stampa più autorevole, italiana e non, buoni per ricostruire la storia di un intero secolo, giusto dall´anno di fondazione del giornale. Un "fondo" talmente unico da incoraggiarne l´acquisto da parte dell´Assessorato competente. Ad un prezzo dopotutto non eccessivo. Pare una cinquantina di milioni di non molti anni fa. Roba che così continua ad essere vestita davvero di umili panni. Degli stessi "stracci" dei quali - citando Shakespeare in occasione del centenario di Lucio Piccolo - il relativo dicastero regionale promise ufficialmente di spogliare, tra i beni che fecero di Palermo una delle capitali del Novecento Europeo, tutti i fondi cultural-cartacei pervenuti "nella sede prestigiosa di Corso Vittorio Emanuele".
Ci manchiamo da poche settimane dal caro luogo della memoria. Non sufficienti per farci dimenticare un curioso episodio. Il due luglio, infatti, in tutti i locali della Bcrs fu anche il caldo che disturbò quanti vi erano parsimoniosamente forniti di monografie solo per cinque mattine alla settimana, fino alle tredici. Per inciso, inconcepibilmente poche ore rispetto al tempo in cui gli impiegati invalidi di guerra, che ricordiamo con rispettosa nostalgia, stavano operosamente l´intera giornata dietro il banco di distribuzione. Ma quel due luglio 2004 anche i moderni condizionatori furono sostituiti da un´insolita congerie di ventilatori a trespolo. Sol perché, fu l´ufficiosa spiegazione, senza il permesso scritto del finora inedito Coordinatore "dei compiti e delle funzioni assegnate all´area Biblioteca Centrale", non poteva essere autorizzata la messa in funzione dei climatizzatori. Se fu davvero così, magari per via del famoso impianto elettrico, si trattò di roba difficile da far capire a qualche accaldato studioso tedesco o elvetico. Adesso abbiamo saputo di un avviso secondo il quale i periodici vengono distribuiti solo il martedì e il venerdì. Gli altri giorni, ci hanno spiegato, di tali pubblicazioni si può però prenotarne la consegna.
Va detto infine che l´anno scorso, quando accedemmo all´archivio del giornale L´Ora sistemato sulle stesse scaffalature che le foto impietose mostrano malandate quasi quanto i cartoni, eravamo alla ricerca di materiale sul bandito Giuliano e compagni. Purtroppo trovammo praticamente vuoto il relativo contenitore, che si presentava più strappato degli altri perché chi aveva rovistato dentro gli "umili stracci" era stato di modi ingiustificatamente bruschi.
Dentro c´erano, peraltro, soltanto le foto di regia del "Salvatore Giuliano" di Francesco Rosi. Niente di più. Ma il funzionario che ci accompagnava ne dedusse che probabilmente tutto il resto doveva averlo qualche catalogatore in vista della digitalizzazione del "fondo". E intanto alla Bcrs del progetto di sistemare su Cd l´intero archivio si è continuato a parlare ancora più autorevolmente pure quest´anno. Adesso resta solo da vedere di quali panni si ammanterà la verità sull´argomento.
Lucio Forte
[ la Repubblica Palermo 23 luglio 2004, pag. I e XV ]

Precedenti interventi sulle biblioteche a Palermo (prima del 22/06/04)
:: Lettera aperta della CGIL al ministro Urbani
:: "La Biblioteca Centrale ha perso la memoria" di Lucio Forte
:: PERCHÉ IL COMUNE DEVE INVESTIRE NELLE BIBLIOTECHE
:: Biblioteca Centrale di Palermo: dopo la festa passare dalla propaganda ai fatti
:: "UNA STORIA SEMPLICE" di Amelia Crisantino

Per commentare sul Biblog basta cliccare sul link (verde) commenti in calce a questo pezzo e scrivere nella finestrella che si apre (o incollarvi un testo già scritto): il commento andrà subito in linea e tutti lo potranno leggere.

"L'Italia degli 8000 comuni dovrebbe essere anche l'Italia delle 8000 biblioteche"
Messaggio del Presidente Carlo Azeglio Ciampi, 5 maggio 2003

postato da: biblaria | 20:34 | commenti

giovedì, 15 luglio 2004

BIBLIOTECA & CITTADINO




[Repubblica PA 15-07-04, p. I ]
la Repubblica Palermo 15 luglio 2004

PALERMO

La Biblioteca Centrale sottratta ai cittadini
APPELLO DEGLI INTELLETTUALI PER LE BIBLIOTECHE SICILIANE
[nuove adesioni]

«Sfida del presente o sfida del domani per le biblioteche  dell'Isola?»

Quello di cui la Sicilia ha immediato bisogno è un progetto di alto profilo culturale e di grande utilità sociale, con servizi che consentano la fruizione generalizzata di un patrimonio che è dell´intera umanità.



Il 15 LUGLIO la Repubblica Palermo rilancia in prima pagina, colonnino di destra, alcune delle questioni di fondo sollevate con l'appello per le biblioteche siciliane pubblicato il 22 giugno. Dopo l'intervento del segretario regionale della CGIL F.P. sulla emergenza che ha portato al commissariamento della Biblioteca Centrale, l'articolo odierno focalizza il tema di un sistema documentario integrato che offra servizi bibliografici  (catalogo regionale dei beni librari) e fruizione reale del patrimonio siciliano esistente [ versione tipografica PDF ] [ articolo 29/06/04 in PDF ].




Repubblica-
Palermo dedica all'iniziativa uno speciale sul sito del quotidiano: QUI

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per chi volesse comunque dare ancora la sua adesione o inviare dei MESSAGGI. L'elenco delle firme e i messaggi che arrivano sono anch'essi pubblicati.

Riportiamo di seguito l'articolo pubblicato oggi in prima pagina.

La Repubblica
GIOVEDÌ 15 LUGLIO 2004
Pagina I - Palermo
Le biblioteche del futuro

PIETRO TUMMINELLO


Sfida del presente o sfida del domani per le biblioteche siciliane? Quello di cui la nostra regione ha immediato bisogno è un progetto di alto profilo culturale e di grande utilità sociale, con servizi che consentano la fruizione generalizzata di un patrimonio che è dell´intera umanità. Un approccio errato nella creazione di un servizio bibliotecario regionale è quello di partire da problematiche tecniche e demandare a una soluzione informatica la predisposizione dello stesso progetto. L´equivoco è simile a quello che scambia un progetto sociale con i modelli e gli strumenti economici per realizzarlo. Nel nostro caso è perfino difficile rintracciare un «progetto biblioteconomico» di servizio pubblico per la regione. Se adesso si sta tentando di correre ai ripari, è solo perché un tema in genere escluso dai dibatti è clamorosamente emerso nell´opinione pubblica con l´appello al ministro Urbani. La sfida del domani è nelle domande di oggi, che attendono risposte.
[PAGINA XV]
SFIDA DEL FUTURO PER LE BIBLIOTECHE DELL´ISOLA
Restiamo a un esempio concreto. Al convegno AIB sulle biblioteche siciliane tenutosi il 28 maggio sono state documentate le conseguenze dell´interruzione del "polo" SBN-Sicilia (la base dati regionale del Servizio Bibliotecario Nazionale, ferma da oltre un anno), ma si è discusso anche della recente attivazione da parte della Biblioteca comunale di un nuovo «polo» SBN che si è aggiunto a quello delle biblioteche regionali, alla rete informatica delle biblioteche d´ateneo (non collegata invece ad SBN) e al motore di ricerca della Soprintendenza di Palermo che punta a sei altre biblioteche della città e a quattro della provincia. Questi quattro sistemi non si «parlano» tra di loro né c´è integrazione tra i servizi che offrono: chi volesse fare una ricerca bibliografica sui cataloghi elettronici disponibili in città deve saltare da uno all´altro. Al tempo di Internet è incomprensibile ma, eccetto Ragusa, è quanto avviene in Sicilia. Sarebbe tuttavia sbagliato pensare che tale frammentazione risponda a una logica complessiva, che al momento non è evidente ma lo sarà al suo compimento. E´ difficile sostenerne l´esistenza, altrimenti una dimensione territoriale come quella di Palermo - ad alta concentrazione di risorse librarie e documentali - non presenterebbe un volto così disaggregato. Dire che occorrerebbe una cooperazione tra questi istituti e sistemi è un´affermazione professionalmente scontata ma, senza un progetto che indichi e proponga una direzione, c´è poco da stupirsi se si marcia in direzione opposta.
   Una intelligence biblioteconomica avrebbe modelli e soluzioni da offrire, come anche l´informatica per quanto riguarda le possibilità di integrarle. Entrambi i punti di vista pongono paletti professionali e vincoli tecnici di fattibilità. Ma gli obiettivi culturali, i servizi che si vogliono attuare, le sinergie organizzative che richiedono, la mappa temporale, gli score di controllo e così via, dove e da chi vanno definiti? Occorrerebbe una regia che non c´è stata, ma che rientra nei compiti primari della Regione. E serve un´idea-progetto. Altrimenti, come si possono attrarre risorse? Chiamando uno Sgarbi anche per le biblioteche siciliane come è stato fatto per il progetto Villa del Casale?
   La sfida è quella di realizzare un "progetto complesso", un sistema documentario territoriale cui partecipino soggetti pubblici e anche privati, dove le necessarie competenze possano mescolarsi e potenziarsi.
   Purtroppo, nell´amministrazione regionale "valorizzare le competenze interne" rischia di rimanere uno slogan, mentre le consulenze esterne e le tante richieste di fattibilità non portano alle sperate soluzioni "chiavi in mano". Chi scrive è stato protagonista e testimone delle difficoltà di entrambi questi approcci.
   Nel 1997, a me che alle spalle avevo anche un´esperienza nel gruppo di progetto del sistema Hyperarea del CNR, fu affidato il primo incarico di progettare un´architettura informatica per connettere ad Internet la Biblioteca centrale (tramite un OPAC) e il polo SBN-Sicilia, la cui espansione si riteneva dovesse fare da asse per lo sviluppo del Servizio bibliotecario della Regione (SBR). I fascicoli prodotti (alcuni di fattibilità esecutiva) ponevano già allora il problema di una rete informatica regionale in grado di "agganciare", a grappoli territoriali, le biblioteche che avevano chiesto di partecipare al catalogo regionale dei beni librari. I requisiti tecnologici richiesti erano quelli che nel nostro panorama bibliotecario si stanno applicando solo da un paio d´anni: un protocollo d´interscambio bibliografico e tutte le connessioni su Internet. La premessa era un modello di "sistema aperto" sia in termini biblio/tecnologici sia negli obiettivi biblio/culturali, analogamente a quanto era in cantiere in altre regioni italiane. Il progetto fu chiuso in un cassetto.
   Furono affidati incarichi esterni, ma la situazione non si è mossa dal punto di partenza. Così nel 2000, mancando ancora sia un OPAC di natura regionale che uno della Biblioteca centrale, fui incaricato di un progetto "leggero" e innovativo la cui fattibilità fu comprovata a metà anno da un preventivo di spesa della Nexus di Firenze. Anche questo non ebbe fortuna. Forse in questo caso gli avvicendamenti amministrativi hanno avuto il loro peso, resta però il fatto che a tutt´oggi manca un chiaro disegno di catalogo e servizio regionale.
Pietro Tumminello

[ la Repubblica Palermo 15 luglio 2004, pag. I e XV ]
ADESIONI
ALL'APPELLO
(6 – 15 luglio)
Nicolò Bucaria, Parlamento europeo, Lussemburgo

La Biblioteca Centrale della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Palermo:
Marina D'amore - Vincenzo Albanese - Marisa Giunta - Giovanni Fiori - Giuseppe Bravatà - Margherita Di Liberto - Mario Barrale
Loredana Rosa, Biblioteca Comunale "L. Scarabelli", Caltanissetta
Eliana Corrao, docente scuola media superiore, Palermo
Pietro Accardo, medico chirurgo, Arcispedale Santa Maria Nuova, Reggio Emilia
Corrado Salemi, impiegato Italtel e studente della facoltà di Letttere e Filosofia, Palermo
Luigi Badalucco, Dipartimento di Ingegneria e Tecnologie Agro-Forestali, Palermo
Francesco Viola, ordinario di Filosofia del diritto, Facoltà di Giurisprudenza, Palermo
Sabrina Falzone, studentessa di Scienze storico-artistiche moderne e redattrice del portale culturale WhipArt, Roma
La Biblioteca del Dipartimento di Diritto Privato Generale dell'università di Palermo: Giacchino Bartolo, Claudia Filiberto, Erminia Bonafede, Antonio Geraci, Luisa Incontrera, Raffaele Di Franco, Sabrina Ippolito, Salvatore Alessi, Antonina Mazzola, Francesca Tarantino.
Maria Pia Paternostro, docente di Chimica Organica per la Facoltà di Scienze MM.FF.NN, Palermo
Gabriella Bruno, Palermo
Flavia Onofri, Ufficio Fondo Antico, responsabile SBN, responsabile Servizi Informatici, Biblioteche di Roma
Maria Immordino, ordinario di Diritto Amministrativo, Facoltà di Giurisprudenza, Palermo
Rosario Sanguedolce, professore di ruolo di Farmacologia della Facoltà di Medicina e Chirurgia, Palermo
Fabio Bagarello, Dipartimento Matematica ed Applicazioni, Facoltà di Ingegneria, Palermo
Luciana Vianelli, ordinario di Calcolo delle Probabilità, Università di Palermo
Maria Ragusa, docente a contratto, Facoltà di Scienze, Palermo
Nicola Gebbia, ordinario di Oncologia Medica, Università di Palermo
Marco Ragonese, Taormina
Stefano Martelli, ordinario di Sociologia dei Processi culturali e comunicativi, Facoltà di Scienze della Formazione, CdL in Scienze della Comunicazione, Palermo
Luca Ciulla, Torino
Daniela Vizzini, Torino
L'ALTRA SICILIA, associazione di diritto internazionale, con sede a Bruxelles: Francesco Paolo Catania
Fabio Sanfilippo, funzionario statale palermitano di nascita residente a Roma
Adriana Bracchitta, infermiera, Verona
Grazia Casagrande, Direzione Alice.it
Carmen Puglisi, bibliotecaria,  Biblioteca regionale di Messina



Precedenti interventi sulle biblioteche a Palermo
:: Lettera aperta della CGIL al ministro Urbani
:: "La Biblioteca Centrale ha perso la memoria" di Lucio Forte
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:: Biblioteca Centrale di Palermo: dopo la festa passare dalla propaganda ai fatti
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"L'Italia degli 8000 comuni dovrebbe essere anche l'Italia delle 8000 biblioteche"
Messaggio del Presidente Carlo Azeglio Ciampi, 5 maggio 2003

postato da: biblaria | 11:07 | commenti

venerdì, 09 luglio 2004

BIBLIOTECA & CITTADINO




[Repubblica PA 9-07-04, p. I]
la Repubblica Palermo 9 luglio 2004

PALERMO

La Biblioteca Centrale sottratta ai cittadini
APPELLO DEGLI INTELLETTUALI PER LE BIBLIOTECHE SICILIANE
[nuove adesioni]

«La partita aperta della Biblioteca»

La Cgil chiede che il governo regionale apra un immediato confronto con le parti sociali, utilizzando le intelligenze migliori per dare funzionalità all´amministrazione, diritti agli operatori, servizi efficaci ai cittadini e, finalmente, una buona legge per le biblioteche ai siciliani.



Il 9 LUGLIO la Repubblica Palermo rilancia in prima pagina, colonnino di destra, le questioni sollevate con l'appello per le biblioteche siciliane. Adesso scende in campo con un'articolata analisi-denuncia il segretario regionale della CGIL Funzione Pubblica. Uno sviluppo pubblico della vicenda che anche da parte del sindacato ha in Sicilia pochi precedenti in materia di biblioteche e gestione dei beni culturali.




Repubblica-Palermo dedica all'iniziativa uno speciale sul sito del quotidiano: QUI
Nello stesso spazio si trova il link alla casella e-mail
appellobibliosicilia
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Riportiamo di seguito l'articolo pubblicato oggi in prima pagina.

La partita aperta della Biblioteca

TEODORO LAMONICA


LA VICENDA della Biblioteca centrale di Palermo e delle biblioteche siciliane è rappresentativa della qualità dell´esecutivo regionale guidato da Cuffaro. A distanza di 4 anni dalla legge di riforma, si deve constatare che la stessa, in parte stravolta in altra parte inattuata, ha indotto un palese peggioramento del funzionamento della burocrazia e della macchina regionale. Uno dei principi cardini della riforma, quello della separazione tra politica e amministrazione è stato disintegrato, nel caso della biblioteca centrale, in un sol colpo, allorché il dirigente generale del dipartimento regionale dei beni culturali, vertice dell´amministrazione attiva, ha incaricato il capo di gabinetto dell´assessore Granata, di un non meglio comprensibile ruolo di coordinamento nella direzione di tale istituzione culturale. Altro caposaldo era costituito dal trasferimento di funzioni dalla regione agli altri enti locali, comuni e province.
[PAGINA XV]
Su tale fronte non solo non è stato fatto alcun passo avanti ma, anche nell´ambito bibliotecario ed in particolare nella realizzazione del servizio bibliotecario regionale, la regione continua a mantenere gelosamente dei compiti che tuttavia non riesce assolutamente a portare avanti. Viceversa per quelli propri, quali per esempio gli atti di programmazione pluriennale e annuale, risulta completamente latitante. La direttiva dell´assessore Granata per il 2003 invece di essere emanata ad inizio d´anno ha visto la luce nel mese di novembre. Per quanto riguarda poi la dirigenza, snaturata in partenza già dalla stessa consistenza quantitativa, si deve rilevare l´assenza di regole, e quindi di diritti, nel conferimento, rinnovo e revoca degli incarichi. Per il conferimento degli incarichi dirigenziali si sarebbe dovuto tenere conto della natura e delle caratteristiche dei programmi da realizzare, delle attitudini e della capacità professionale del dirigente e dell´attività precedentemente svolta. Bene, nel caso della medesima biblioteca, lo stesso dirigente generale in meno di sei mesi, ha sostituito, a fine dicembre 2003, il dirigente che l´aveva diretta per oltre due anni con l´ex soprintendente di Enna, salvo poi revocare, negli ultimi giorni, a quest´ultimo l´incarico, riattribuendolo al primo. In merito poi alla riorganizzazione dell´amministrazione, attraverso la creazione di aree, servizi, unità operative e uffici semplici, invece di essere finalizzata ad accrescere l´efficienza e l´efficacia dei servizi al cittadino, ha assecondato esigenze di proliferazione e differenziazione degli incarichi dirigenziali. Nella biblioteca centrale, per esempio, la creazione di due servizi, ha determinato una ulteriore e inutile intermediazione tra chi ha la responsabilità dell´Istituto e chi ha la responsabilità dei servizi, ovvero li eroga operativamente. Infine gli obiettivi che l´amministrazione si prefigge e la connessa responsabilità dirigenziale nel raggiungerli. In questi anni di controriforma, prima la politica, poi i vertici dell´amministrazione, si sono dati obiettivi generici, non accompagnati da specifici indicatori di risultato. Ciò ha consentito che chi, per esempio in Biblioteca, è stato inadempiente nella integrazione e nell´attuazione delle direttive sulla realizzazione del servizio bibliotecario regionale, ovvero ha avuto come obiettivo quello di appaltare lo studio di fattibilità sulla espansione della sede della biblioteca nel palazzo Belmonte Riso, oppure quello di effettuare l´aggiornamento del sistema informatico di supporto al funzionamento di questa come delle altre 3 biblioteche regionali, o ancora quello di creare un accesso moderno al catalogo informatizzato (OPAC), o che doveva provvedere a ottenere il collaudo della torre libraria i cui lavori sono terminati nel novembre 2002, oggi si trovi incaricato, pur in assenza di tali risultati, nel coordinare o condividere la direzione della maggiore istituzione bibliotecaria dell´isola. E´ evidente che tale situazione non è sostenibile ulteriormente. E´ allora indispensabile partire dai principi sani della riforma degli anni passati, eliminare tutte le distorsioni e apportare i correttivi necessari. La Cgil chiede che il governo regionale apra un immediato confronto con le parti sociali, utilizzando le intelligenze migliori per dare funzionalità all´amministrazione, diritti agli operatori, servizi efficaci ai cittadini e, finalmente, una buona legge per le biblioteche ai siciliani.
Teodoro Lamonica
(segretario generale Funzione pubblica Cgil Sicilia)

[ la Repubblica Palermo 9 luglio 2004, pag. I e XV ]

Sugli stessi temi riproduciamo anche un altro intervento del 27 giugno.

La Repubblica
DOMENICA, 27 GIUGNO 2004
Pagina XV - Palermo

QUALE BIBLIOTECA RICOMINCIA A FUNZIONARE DA DOMANI?

GIANCARLO SALZANO


La biblioteca regionale da domani riprenderà gradualmente a funzionare. La mobilitazione della "società civile" è riuscita a penetrare l´impermeabilità dimostrata fino a una settimana fa dall´Amministrazione regionale. Non dimentichiamo che per tanto tempo, anche prima che diventassero inaccessibili i depositi documentari, singoli cittadini, professionisti del settore, sindacati, comitati di utenti e l´Associazione professionale dei bibliotecari, avevano posto domande, richiesto incontri e confronti, effettuato denunce, organizzato convegni, sottoscritto analoghi appelli, senza tuttavia sortire alcuna reazione.
Il "salto di qualità" è avvenuto allorché gran parte di questi soggetti ed altri ancora hanno condiviso la medesima iniziativa e suscitato ulteriori coinvolgimenti non solo a livello regionale ma anche nel resto d´Italia, facendo diventare un "caso nazionale" la questione della Biblioteca regionale di Palermo, che la politica e l´amministrazione regionale, con il silenzio, pare desiderassero negarne l´esistenza. Inoltre il movimento di opinione organizzatosi negli ultimi giorni ha posto tale questione all´interno di una più ampia, cioè quella in Sicilia del servizio bibliotecario pubblico e dell´assenza di regole che ne supportino il regolare funzionamento. Il rischio che con il ripristino dell´accesso alla torre libraria si possa ripiombare nell´oblio potrebbe essere reale, specie se avvenisse una smobilitazione della rete di soggetti che ha dimostrato la grande sensibilità manifestata negli ultimi giorni. Da qui la necessità di puntualizzare i vari problemi che attendono ancora una risposta e quella di dare una organizzazione duratura alla voglia di contare dimostrata dai cittadini.
Per quanto riguarda la Biblioteca regionale è indispensabile porre mano a un progetto all´interno del quale devono trovare soluzione alcuni problemi strutturali, a cominciare da quello della inadeguatezza dell´attuale sede a consentire la fruizione dei periodici, il regolare sviluppo delle raccolte documentarie e dei servizi. E´ inoltre indispensabile costruire e implementare una strategia di servizio che punti a incrementare l´utilizzo delle risorse possedute. Si pensi che la Biblioteca nel 2003 ha consentito l´accesso a una quantità di documenti pari al 75 per cento di quelli fruiti nel 1871, quando la dotazione libraria era di gran lunga inferiore a quella attuale. Inoltre la Biblioteca regionale deve iniziare una volta per tutte a esercitare quella centralità di cui si fregia svolgendo quel ruolo di regia tecnica a livello regionale che la legge le attribuisce. E servizi efficaci all´utenza e alle altre biblioteche siciliane possono poi essere resi solo se supportati da adeguati strumenti automatizzati. Infine, la traduzione delle risorse documentarie e strumentali in servizi può avvenire solo se diventa un obiettivo del personale, che deve essere adeguato per quantità e qualità. Cioè operatori particolarmente professionalizzati, aggiornati e motivati.
A tale proposito non si deve infatti dimenticare che negli ultimi anni hanno abbandonato questa Biblioteca tante decine di tecnici, bibliotecari, assistenti, operatori, che ne avevano caratterizzato il funzionamento per tutti gli anni Novanta. Dalle indiscrezioni trapelate da una recente indagine sul benessere organizzativo in biblioteca si è ottenuta poi conferma del diffuso disagio di cui sono protagonisti, da tempo, la gran parte degli operatori in servizio. Per quanto riguarda invece il Servizio bibliotecario regionale (Sbr) e le regole che ne dovrebbero sostenere il funzionamento occorre che si inizi subito a discuterne e a farlo pubblicamente. Per il primo occorre comprendere quali correttivi sono indispensabili per tradurre gli investimenti già effettuati e quelli programmati in servizi tangibili dal cittadino. Per la legge è necessario un ampio dibattito che consenta di individuare delle regole che, anziché ingessare ulteriormente il sistema esistente, ne agevolino finalmente il decollo, attribuendo compiti e responsabilità ai vari soggetti artefici di servizi coordinati e integrati. Nelle more l´Amministrazione potrebbe adottare subito le Linee di politica bibliotecaria per le autonomie già fatte proprie dal Comune di Palermo.
Su tutte tali questioni la politica e l´Amministrazione regionale devono assumersi le proprie responsabilità e dare delle risposte, assumendo impegni da onorare con scadenze definite. Tanto più che proprio in questi giorni si stanno definendo, anche per la Biblioteca e Sbr, gli obiettivi di miglioramento per il biennio 2004-2005. L´assemblea del personale, aperta alla cittadinanza e alla stampa, che si svolgerà in Biblioteca domani alle 8,30 costituisce una prima occasione per sviluppare, anche con l´assessore e il dirigente generale, il confronto su questi temi ma anche per verificare le possibilità, le forme e le modalità, di sviluppo e di organizzazione di quel movimento realizzatosi a favore delle biblioteche siciliane e dei servizi che attendono i cittadini.

  
L´autore è funzionario
della Biblioteca regionale di Palermo


[ la Repubblica Palermo 27 giugno 2004, pag. XV ]
   
NUOVE  ADESIONI
ALL'APPELLO
(2 – 6 luglio)
  
Umberto Lo Faso, docente di Sistemi Informativi, Facoltà di Ingegneria, Palermo
Peppino Restifo, storico, Università di Messina
Sergio Correra, tecnico informatico, Palermo
Antonio Giamo, giornalista, Enna
Alberto Stassi, Segretario generale Associazione Fratelli d'Italia, Palermo
Giulia Cocchella, studentessa
Sara Mascherpa, insegnante di italiano, Roma
Renato Lombardo, assegnista di ricerca, Dipartimento di Chimica Fisica "F. Accascina", Palermo
Carla Pecis, quadro, Snam Rete Gas, Catania
Cristina Arbizzani, responsabile Biblioteca Comunale, Mirandola (MO)
Angelo Scuderi, impiegato, Catania
Paola Puglisi, bibliotecaria, Roma
La Biblioteca Centrale della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Palermo:
Marina D'amore - Vincenzo Albanese - Marisa Giunta - Giovanni Fiori - Giuseppe Bravatà - Margherita Di Liberto - Mario Barrale

Loredana Rosa, Biblioteca Comunale "L. Scarabelli", Caltanissetta
Eliana Corrao, docente scuola media superiore, Palermo
Pietro Accardo, medico chirurgo, Arcispedale Santa Maria Nuova, Reggio Emilia
Marina D'amore - Vincenzo Albanese - Marisa Giunta - Giovanni Fiori - Giuseppe Bravatà - Margherita Di Liberto - Mario Barrale.


Precedenti interventi sulle biblioteche a Palermo
:: Lettera aperta della CGIL al ministro Urbani
:: "La Biblioteca Centrale ha perso la memoria" di Lucio Forte
:: PERCHÉ IL COMUNE DEVE INVESTIRE NELLE BIBLIOTECHE
:: Biblioteca Centrale di Palermo: dopo la festa passare dalla propaganda ai fatti
:: "UNA STORIA SEMPLICE" di Amelia Crisantino

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"L'Italia degli 8000 comuni dovrebbe essere anche l'Italia delle 8000 biblioteche"
Messaggio del Presidente Carlo Azeglio Ciampi, 5 maggio 2003

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venerdì, 02 luglio 2004

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postato da: biblaria | 17:13 | commenti

giovedì, 01 luglio 2004

BIBLIOTECA & CITTADINO




[Repubblica PA 1-07-04 p1]
la Repubblica Palermo 1 luglio 2004

PALERMO

La Biblioteca Centrale sottratta ai cittadini
APPELLO DEGLI INTELLETTUALI PER LE BIBLIOTECHE SICILIANE
[nuove adesioni]

«La Biblioteca e i problemi nascosti tra gli scaffali»

lasciando da parte l´irraggiungibile Europa, le biblioteche siciliane abbiano standard simili a quelli delle altre regioni italiane.



Il 1° LUGLIO la Repubblica Palermo dedica il colonnino alto di prima pagina ai problemi da affrontare e risolvere per ridare dignità alle biblioteche siciliane e risposte alle esigenze dei cittadini-utenti di disporre di un moderno servizio pubblico bibliotecario e documentario.




Repubblica-Palermo dedica all'iniziativa uno speciale sul sito del quotidiano: QUI
Nello stesso spazio si trova il link alla casella e-mail
appellobibliosicilia
per chi volesse comunque dare ancora la sua adesione o inviare dei MESSAGGI. L'elenco delle firme e i messaggi che arrivano sono anch'essi pubblicati.

Riportiamo di seguito l'articolo che appare oggi in prima pagina e il servizio sulla conferenza stampa del 29 giugno pubblicato ieri dal quotidiano.

LA POLEMICA
La Biblioteca e i problemi nascosti tra gli scaffali

AMELIA CRISANTINO


Non ce ne eravamo accorti ma, almeno per quanto riguarda le biblioteche, in Sicilia viviamo nel migliore dei mondi possibili. Un disguido ha provocato la chiusura della Biblioteca centrale per tre mesi, ma adesso è tutto a posto. Immaginiamo che anche nelle migliori burocrazie si possano verificare delle disfunzioni, causate da guerre intestine o individuali patologie. Da noi è successo che, profittando della generale distrazione, l´ex direttore Giuseppe Lo Iacono aveva trovato il modo di coltivare una sua personale vocazione al ruolo di capro espiatorio. C´erano 25 volontari del servizio civile, che avevano chiesto di prestare servizio nella biblioteca: lui li ha chiusi in una stanza, perché non si azzardassero a toccare un libro. Appigliandosi a burocratici cavilli è poi riuscito a boicottare l´efficienza dell´amministrazione regionale, arrivando a sospendere il servizio di distribuzione e prestito. Ha quindi dato il via a una protesta, finita col suo siluramento e il rapido ripristino delle condizioni iniziali. È questa in sostanza la spiegazione offerta alla stampa dall´Assessore Granata e dal suo capo di gabinetto Marco Salerno, nominato commissario della Biblioteca centrale. Il futuro sarà radioso, per il momento basta una spolverata e si riapre.
Di fronte a tanta solerzia sembra poco gentile ricordare che nel comunicato stampa del 23 giugno l´Assessore garantiva una immediata e `piena attività´.

[PAGINA XV]
Invece si torna agli orari dimezzati che hanno caratterizzato il funzionamento della biblioteca negli ultimi anni, con in più un´ulteriore piccola variante negativa: le riviste, quelle non ammassate a San Martino delle Scale, saranno fruibili solo nei giorni di martedì e venerdì.
Momentanei contrattempi, come capita a tutte le latitudini. Se ne deduce che sono stati i firmatari dell´appello a non avere abbastanza fiducia e pazienza, provocando l´esplodere di un caso che, tanto per cambiare, ancora una volta offre una ghiotta occasione per parlare male della Regione. Adesso è tutto sotto controllo.
Di fronte a tanta felice efficienza nel risolvere le emergenze, ci si potrebbe chiedere perché mai si aspetta che scoppino. Certo l´Assessore era impegnato nella sua campagna elettorale per le europee, ma nessuno del suo gabinetto ha trovato il tempo di accorgersi che la chiusura della Biblioteca centrale era una ferita al cuore prima che all´immagine della città? Eppure tre mesi sono lunghi, e i solleciti sono rimasti senza risposta. Un´efficace burocrazia presume l´automatico isolamento dei comportamenti che ne boicottino la funzionalità, si corre ai ripari ben prima che dai cittadini esasperati partano appelli che proclamano ?il re è nudo´. Da noi, invece, una struttura burocratica che con la sua ignavia ha allevato lo scandalo adesso si compatta, indica un colpevole, e chiede che le venga riconosciuto il merito d´aver risolto il caso. A questo punto l´Assessore Granata, che è un politico e quindi un inquilino temporaneo benché importante nei palazzi del potere isolano, scivola sullo sfondo e a venire in primo piano è una burocrazia di solito poco visibile e spesso sottovalutata nell´analisi delle magagne che affliggono la nostra terra. Se il caso della Biblioteca fosse riconducibile ad un´emergenza immediata, anche allora i vertici dell´assessorato da cui dipende avrebbero le loro belle responsabilità. Ma la chiusura della Biblioteca è solo l´ultimo episodio, per quanto eclatante, di una condizione scandalosa che si trascina da molti anni.
Nel lento degradarsi delle condizioni delle biblioteche, non solo di quella Centrale di Palermo ma anche delle altre regionali e di quelle comunali, le responsabilità sono tutte da ascrivere a un satrapesco ceto burocratico che ha dato una pessima prova di sé, mentre la politica non s´è mai accorta di quello che succedeva. Se la Sicilia è rimasta l´unica regione a non avere una legislazione in materia di biblioteche le responsabilità sono politiche, certo. Ma rimandano ad una indifferenza che diventa affinità ideale fra la politica e quel settore della burocrazia che per suo compito doveva vegliare perché, lasciando da parte l´irraggiungibile Europa, le biblioteche siciliane avessero standard simili a quelli delle altre regioni italiane. Se le biblioteche di Palermo e della Sicilia non sono in rete fra di loro, se gli utenti non possono fare da Internet una ricerca sull´insieme dei cataloghi elettronici siciliani (quello che gli addetti ai lavori chiamano l´Opac), se mancano gli spazi, se l´SBR - il servizio bibliotecario regionale - non decolla nonostante i soldi di Agenda 2000, se si ostacola l´aggiornamento del personale, se diminuiscono i soldi per nuovi acquisti e vecchi abbonamenti, se si finanziano i progetti per dimenticarli nel cassetto, se ad un certo punto si fermano anche il sistema di catalogazione e i collegamenti col sistema nazionale, di chi sono le responsabilità? Senza aizzare nessuno nella ricerca di improvvisati capri espiatori, è troppo chiedere una trasparente analisi di queste responsabilità? Con le biblioteche siamo nel regno della memoria, il luogo ideale per capire che se non si studiano le cause è quasi impossibile trovare i rimedi.
[ la Repubblica Palermo 1 luglio 2004, pag. I e XV ]


La conferenza stampa

La Repubblica
MERCOLEDÌ, 30 GIUGNO 2004
Pagina VIII - Palermo

Trattativa fra Regione e ministero della Difesa per l´acquisizione dell´area attigua a quella concessa a Biagio Conte
La Biblioteca va in caserma
Il progetto di Granata: una cittadella dei libri in via Oreto

Nella sede storica appena riaperta e affidata alla guida di Marco Salerno resteranno i volumi più antichi e preziosi

ALBERTO BONANNO
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«Aiuto, i posti letto non ci bastano più». È il grido d´allarme che campeggia all´ingresso di quella che nei piani della Regione dovrebbe essere la nuova sede della Biblioteca regionale. È l´ex caserma dell´Aeronautica tra via Oreto e via Decollati, dove ha trovato ospitalità - guadagnandosela al culmine di una clamorosa occupazione - Biagio Conte con la sua missione Speranza e Carità. Nei piani di fratel Biagio c´è invece la volontà di fare di questo luogo una cittadella dei poveri, anche se l´area a disposizione è già diventata angusta. I poveri che si rivolgono alla missione aumentano ogni giorno, hanno bisogno di più spazio. Né più né meno dei libri, oltre 600 mila che alloggiano nella sede storica della Biblioteca appena riaperta, in corso Vittorio Emanuele.
Il progetto di trasferimento dell´assessorato di
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Fabio Granata - che l'altro promette interventi rapidi per la rete informatica bibliotecaria e la pubblicazione in cd-rom dell´archivio delquotidiano L´Ora - è più di un´idea: la Regione da mesi è in trattativa con il ministero della Difesa, che ha inserito la caserma di via Oreto tra i beni in dismissione. E Marco Salerno, neo-coordinatore incaricato della Biblioteca e capo di gabinetto dell´assessore Granata, sulla sua riuscita è fiducioso. «La mediazione con il ministero è a buon punto», dice Salerno, a margine della conferenza stampa nella quale, assieme all´assessore Granata e al direttore della struttura Carlo Pastena, ha fatto il punto sul presente e sul futuro del principale polo librario cittadino. Che, secondo la Regione, si sdoppierebbe in una biblioteca antiquaria e storica nella sede attuale, in cui sarebbero
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custoditi i beni librari più preziosi; mentre in via Oreto sorgerebbe una cittadella libraria dedicata alla letteratura moderna e contemporanea, vicina all´Università, dotata di parcheggio, di servizi, di sale di lettura e di studio. Alla Regione sarebbe piaciuta anche la caserma Di Maria, in via Generale Cantore. Che però è tuttora operativa e non rientra nell´elenco che la Difesa intende dismettere a breve.
Durante la conferenza s´è parlato anche del passato della Biblioteca, in particolare di quello recente, che ha visto la struttura chiusa al pubblico per la guerra scoppiata tra l´assessore e il dirigente coordinatore, Giuseppe Lo Jacono, ora trasferito da Granata al nucleo ispettivo del dipartimento Beni culturali. «Una chiusura del tutto strumentale - sbotta Granata - ne è prova il fatto che la Biblioteca è tornata in funzione a 48 ore dalla nomina di Salerno. Se i problemi
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sollevati da Lo Jacono fossero stati reali, non avremmo potuto aprire così rapidamente. I 25 volontari del servizio civile che hanno chiesto di prestare servizio nella Biblioteca sono rimasti per un mese chiusi in una stanza senza fare nulla. Mi assumo tutta la responsabilità di quello che sto dicendo. Tengo a sottolineare che noi bruciamo i tempi, non i libri. La Biblioteca è un patrimonio che il mio assessorato considera assolutamente primario».
Per adeguare la rete informatica delle biblioteche cittadine, Granata annuncia che il progetto è già finanziato dai fondi di Agenda 2000, mentre una delle prossime iniziative riguarderà la pubblicazione in cd-rom dell´archivio fotografico e delle fonti cartacee del quotidiano L´Ora, interamente acquisito dalla Regione e depositato nella Biblioteca. L´archivio sarà anche al centro di una mostra.
[ la Repubblica Palermo 30 giugno 2004, pag.VIII ]

NUOVE  ADESIONI
ALL'APPELLO
(28 giugno – 1° luglio)
  
Franco Nicastro, presidente Ordine dei giornalisti di Sicilia
Eva Raffa, D.G. Culture identità e autonomie della Lombardia, Struttura Biblioteche e sistemi documentari, Milano
Ignazio Maria Schifani, musicista, docente Conservatorio di Palermo
Oradaria, collettivo di utilità sociale, Siena
Viviane Mosso, studentessa; Siena
Massimiliano di Mino, narratore
Antonella Cuomo, impiegata, Napoli
Nicoletta Di Bella, Biblioteca Comunale Centrale, Ufficio Periodici, Milano
Rosaria Candiloro, bibliotecaria, Biblioteca della Facoltà di Scienze Statistiche, Padova
Serena Dainotto, Biblioteca dell'Archivio di Stato di Roma
Giuseppe Lo Presti, ingegnere informatico, CERN, Ginevra (Svizzera)
Gennaro Varriale, metalmeccanico, Formia (LT)
M. Luisa Testa, ricercatrice ISMN-CNR, Palermo
Margherita Trombino, Coordinamento dei Servizi Bibliotecari dell'Area Umanistica, Università di Cagliari
Maria Pia Parodi, bibliotecaria, Biblioteca Universitaria - Catalogazione, Genova
Anna Maria Arru, impiegata, Genova
Antonio Di Vito, studente e lavoratore precario
Valerio Cacace, responsabile Ufficio Acquisti, Biblioteca Nazionale, Napoli
Giovanna Lopes, presidente del Consorzio per l'Educazione Ambientale e l'Interpretazione Culturale Giona/Nexus, Palermo
Carlo Favale, bibliotecario, Sistema Bibliotecario di Ateneo, Università di Trento
Mariannina Riccobene, bibliotecaria, Biblioteca Universitaria - Catalogazione, Genova
Girolamo Napoli, perito industriale, Roma
Tiziana Ingrande, laureata in Biblioteconomia, Mazara del Vallo (TP)
Valeria Ferrara, avvocato, Palermo
Giuseppe Cannella, Palermo
Elisabetta Oliva, laureanda in Ingegneria delle telecomunicazioni, Palermo
Grazia Chentrens, bibliotecaria, Biblioteca Unificata Interdipartimentale "Plinio Fraccaro", Università di Pavia
Ferruccio Cinquemani, studente, Palermo
Associazione Italiana Studenti di Architettura, Carmelo Galati Tardanico, segretario dell'AISA, Palermo
Marco Palma, Università di Cassino
Chiara Milani, coordinatrice Sistema bibliotecario intercomunale di Como, Responsabile Bibiblioteca dei musei civici di Como
Laura Becattini, Palermo
Matilde Fontanin, bibliotecaria presso l'Università di Trieste, Gradisca d'Isonzo (GO)
Giovanna Nobile Paziente, Livorno
Rosalia Miceli, Responsabile tecnico Biblioteca "Giovanni Santini", INAF - Osservatorio Astronomico di Padova
Giovanni Di Benedetto, studente di Ingegneria chimica, Palermo
Francesco Abate, docente. Palermo
Alessandra Ensoli, documentalista, APAT Settore Documentazione, componente CER AIB Lazio, coordinatore Gruppo GIBAS, Roma


Precedenti interventi sulle biblioteche a Palermo
:: Lettera aperta della CGIL al ministro Urbani
:: "La Biblioteca Centrale ha perso la memoria" di Lucio Forte
:: PERCHÉ IL COMUNE DEVE INVESTIRE NELLE BIBLIOTECHE
:: Biblioteca Centrale di Palermo: dopo la festa passare dalla propaganda ai fatti
:: "UNA STORIA SEMPLICE" di Amelia Crisantino

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"L'Italia degli 8000 comuni dovrebbe essere anche l'Italia delle 8000 biblioteche"
Messaggio del Presidente Carlo Azeglio Ciampi, 5 maggio 2003

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