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Iniziato lunedì 8 settembre 2003

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giovedì, 10 maggio 2007

   FIERA DEL LIBRO DI TORINO 

IERI IL DISCORSO INAUGURALE DI UMBERTO ECO
Nel nome del libro:
piaceri, dispiaceri e vizi della bibliofilia.
E poi c'è  la "biblioclastia", che in Italia si pratica spesso anche nelle
biblioteche pubbliche.

[logo Fiera del libro di Torino]

VIDEO - La lectio magistralis di Umberto Eco

 Nel link seguente il filmato (per WMP) con alcuni estratti del discorso (dal sito Web de La Stampa):
<http://www.srweb.it/lastampavideo/umbertoeco.wmv>


Riproduciamo sotto il discorso inaugurale tenuto da Umberto Eco al BookStock Village della Fiera, al Lingotto di Torino, ieri sera 9 maggio.






in corso di pubblicazione












postato da: biblaria | 23:29 | commenti (1)

   CONVEGNO  
Biblioteche scolastiche in discussione: esperienze a confronto
CHIAVARI (GE), 8 MAGGIO 2007


Risoluziome conclusiva

 

    Gli organizzatori, i relatori e i presenti al convegno "Biblioteche scolastiche in discussione: esperienze a confronto" , Martedì 8 maggio 2007 a Chiavari, osservano con soddisfazione gli sforzi che nelle singole scuole vengono fatti per rendere fruibili nelle biblioteche il patrimonio documentario e le nuove tecnologie. Tuttavia rilevano che tali encomiabili iniziative sono realizzate per la buona volontà dei singoli insegnanti/bibliotecari e delle singole scuole, mentre nessun intervento, almeno negli ultimi anni, è venuto dall'Amministrazione scolastica a livello ministeriale.

Senza una politica della biblioteca e senza un piano di sostegno ministeriale, le biblioteche scolastiche vivono (o sopravvivono) nella precarietà e le occasionali buone pratiche sono destinate a venir meno se vengono a mancare le condizioni che le rendono attuabili.

 

    I convenuti ritengono che, per il suo rilevante ruolo nella formazione dei giovani utenti, la biblioteca scolastica deve diventare una realtà istituzionale e per questo sono necessari interventi economici e legislativi volti a istituire la figura del bibliotecario scolastico/docente documentalista, a incrementare il patrimonio bibliotecario -anche dal punto di vista strutturale e infrastrutturale- e ad aumentarne i tempi di fruibilità.

Per questo sollecitano gli Organi preposti a prendere in considerazione un piano organico in sostegno delle biblioteche scolastiche che parta dalle esigenze dell'utente -bambino/adolescente- per accompagnarlo nella formazione personale e culturale.

 

Da parte loro gli organizzatori si impegnano a continuare l'opera di sensibilizzazione nelle e per le biblioteche della Liguria e propongono un premio alla biblioteca scolastica che nel prossimo anno abbia realizzato il maggior numero di transazioni informative e iniziative culturali in rapporto al numero degli allievi. Prevedono quindi un secondo appuntamento nell'autunno 2008 per analizzare quanto è stato fatto e quanto resta da fare.

Appello alle istituzioni pubbliche per riconoscere la professionalità bibliotecaria nelle piante organiche.

Bandire concorsi per bibliotecari.

postato da: biblaria | 15:02 | commenti (4)

martedì, 08 maggio 2007

BIBLIOTECA E SCUOLA


   

     IL PROGRAMMA  
   

[locandina] Locandina del convegno

Clicca sull'immagine sopra per leggere il programma dei lavori ( file pdf )

BIBLIOTECHE SCOLASTICHE IN ITALIA CHI VUOLE SMOBILITARLE?
   UN CONVEGNO A CHIAVARI OGGI 
   FA IL PUNTO DELLA SITUAZIONE 


A CERCARE DI CONTRASTARE IL PROGRAMMA DI SMOBILITAZIONE IN ATTO DELLE BIBLIOTECHE SCOLASTICHE NON BASTA RIAFFERMARNE IL VALORE PER L'INSEGNAMENTO E NELLA FORMAZIONE DEI GIOVANI CITTADINI, OCCORRE RILANCIARNE IL RUOLO E LE NUOVE FUNZIONI NELL'ATTUALE SOCIETA' DELLA CONOSCENZA IN CUI CULTURA, COMUNICAZIONE E DEMOCRAZIA SI PRESENTANO SEMPRE PIU' INTRECCIATE E CONDIZIONATE DALLA TECNOLOGIA.



Riproduciamo sotto la relazione che questa mattina sarà presentata al convegno di Chiavari da Rino Vaccaro, giornalista noto per il suo impegno progressista e la militanza pacifista ma anche per la sua "seconda professionalità" maturata nel corso di una lunga esperienza bibliotecaria regionale in Liguria.

Cosa ostacola la sopravvivenza delle biblioteche scolastiche nel sistema educativo italiano? Per rispondere a tale domanda che nasce osservando il panorama di smobilitazione in atto negli ultimi anni, occorre andare alle radici del problema e interrogarsi in questa ottica -- che a molti risulterà sotto tanti aspetti inedita e stimolante -- sull'evoluzione dell'insegnamento, apprendimento e trasmissione della cultura. Si tratta del futuro già arrivato per la Scuola e la Biblioteca, ed è ad esso che è rivolto l'intervento di Rino Vaccaro che del convegno di Chiavari è stato l'attivo promotore. Anche Bibl'aria, al cui "gruppo storico" lo stesso Rino  partecipa fin dal primo momento, fa i migliori auguri per la riuscita del convegno e per un esito fruttuoso dei suoi lavori.  (pt)


Riproduciamo di seguito l'intervento di Rino Vaccaro che sarà presentato oggi a Chivari.

Convegno sulle Biblioteche scolastiche:
esperienze a confronto
 Chiavari, 8 maggio 2007
       RELAZIONE   

Biblioteche in rete

........... di Rino Vaccaro ..........


 [biblioteca]
           Le riflessioni che seguono  partono da una relazione  della Prof. Corticelli Albertina  dal titolo “Biblioteche in rete” che riguardao anzitutto le  biblioteche pubbliche ma offre spunti per una valutazione delle biblioteche scolastiche del Tigullio; anzi la relazione tra le une e le altre  merita, a mio giudizio, di essere  messa al centro dell’attenzione del nostro convegno.  

            La Prof. Corticelli Albertina che è stata anche la compagna della mia vita era una persona schiva ma fortemente impegnata nel suo ruolo didattico; quando le venne chiesto di occuparsi della biblioteca scolastica nella scuola di Santa Margherita Ligure come impegno aggiuntivo non si è tirata indietro anzi ha cercato di  migliorare la sua professionalità e di partecipare ad un master di perfezionamento presso l’Università di Padova; aggiungo che aveva grande stima per la prof. Lombello e un forte desiderio di migliorare la qualità dell’insegnamento; oltre la biblioteca si interessava di teatro: ricordo ad esempio la rappresentazione della piéce “Alfabeto di Auschwitz“ dove svolgeva  il ruolo di  aiuto regista; premiato alla selezione del teatro scolastico di  S. Remo; lavoro citato anche in una tesi di laurea. 

            Per quanto mi riguarda ho preferito presentarmi a voi non come esperto di biblioteconomia che non mi sento di essere, semmai userei il termine bibliofilia; ho preferito quello di giornalista anche considerando che ormai tra la professionalità del bibliotecario documentarista e quella di giornalista la differenza non è grande, infatti il primo tratta l’informazione fredda propria della sedimentazione del sapere nel tempo mentre il secondo tratta l’informazione calda o meglio quella dell’attualità anche se persiste l’antinomia tra leggere e scrivere. Chi legge molto e magari fa ricerche bibliografiche spesso è restio a scrivere mentre chi scrive molto spesso legge poco; gli operatori dell’informazione in cui rientrano le due professionalità esprimono dunque insieme ad altre i tre tempi del nostro presente: il presente del passato, il presente del presente e il presente del futuro.

          Entriamo nel merito del convegno; è stato predisposto un cd che contiene una prima documentazione relativa alle biblioteche scolastiche che spero sarà utile ai bibliotecari e agli insegnanti.

            Non siamo invece riusciti a presentare una bibliografia ragionata di libri, e altri prodotti multimediali relativi a storia arte e cultura del Tigullio la cui compilazione  avrebbe potuto rappresentare una piccola sfida per una scelta culturale intelligente per il mondo della scuola e non solo; coinvolgendo oltre i bibliotecari anche gli editori, i librai, gli insegnanti e gli studiosi di storia locale.

             Alcuni di questi volumi, con una scelta limitata a 50 titoli, avrebbe dovuto rappresentare l’occasione di un dono ad alcune biblioteche scolastiche. Forse si potrà realizzare questo progetto  nel prossimo anno; sarebbe la prima volta che  si realizza un impegno collettivo per una bibliografia; un obiettivo difficile per i problemi semantici, linguistici biblioteconomici, culturali ma possibile in un territorio così ricco di storia e di testimonianze.

            Al di là dell’occasione che l’ha determinata  la compilazione di una Bibliografia relativa al Tigullio quale riferimento territoriale per saggistica e narrativa, sia quale riferimento agli autori  che hanno avuto un rapporto  non episodico con il nostro territorio dovrebbe comprendere non solo i comuni della costa ma anche  le valli dell’entroterra:  Fontanabuona, Aveto, Sturla e Petronio.

            Come  primo contributo per la discussione è stato predisposto un primo un elenco di volumi  tratto dai cataloghi on line degli editori liguri e dal catalogo (opac/ sbn) della Regione Liguria.

            Inizialmente si  dovrebbero comprendere sia  i volumi in commercio (tramite la collaborazione dei librai del Tigullio eventualmente disponibili) sia i volumi reperibili solo in biblioteca.

            Per il libro antico  i problemi sono più complessi ma, con la collaborazione di   biblioteche pubbliche e private e di cultori privati, si può pensare ad un significativo arricchimento culturale della Bibliografia.

            Altrettanto non siamo riusciti a realizzare una piccola rassegna espositiva degli editori liguri simile a quella di Peagna, con una particolare attenzione alla scuola e neppure  una iniziativa collaterale  di book-crossing sotto i portici del centro storico; e infine, quello che mi stava più a cuore, una esposizione tramite pannelli ,a cura delle scuole e biblioteche, delle pubblicazioni e depliant’s delle varie iniziative adottate;  per valorizzare quella biblico-creatività che è così importante espressione di  una cultura diffusa.

            Non è stato facile neppure  ricostruire una mappa attendibile delle biblioteche scolastiche esistenti sul territorio per vari motivi ;anzitutto  sembra che non siano  del tutto note all’autorità scolastica regionale  il patrimonio librario presente nelle scuole, la funzionalità  e la qualità dei locali ,le professionalità possedute per garantire un minimo di operatività anche se penso che ,in occasione del programma ministeriale Bibliomediascuole, si è dovuto capire dove erano ubicate tali biblioteche ,la quantità del personale impegnato per  selezionare i progetti di intervento e per finanziarli;la presenza al nostro convegno e la collaborazione dichiarata  da parte dell’autorità scolastica regionale ci fanno sperare in una inversione di tendenza per il prossimo futuro.

            Le risposte pervenute tramite un questionario sono disponibili nella documentazione distribuita e una prima valutazione quali-quantitativa verrà  presentata da Marina Pianu.

            E’ l’inizio di un lavoro che non dovrà andare disperso  e la mappa conoscitiva dovrà estendersi alle biblioteche civiche  pubbliche e private del Tigullio  perché solo una conoscenza approfondita ,non meramente statistica, ci consentirà di capire quali sono le relazioni  attuali tra biblioteche e  che cosa è possibile fare per costruire una rete che comprenda scuole  e territorio  e consenta di fare un salto di qualità ormai possibile e necessario.

            Chi governa il sistema? Non certo i bibliotecari che non hanno autonomia gestionale e di bilancio mentre  bilanci e programmi esecutivi di gestione / PEG sono correlati alla valutazione dei risultati e dovrebbero accompagnarsi alla conclamata  autonomia scolastica; una autonomia  che dovrebbe coinvolgere  insegnati e studenti e non restare un paravento burocratico magari per la ricerca di finanziamenti privati che difficilmente però sarebbero neutrali  e potrebbero al contrario non coadiuvare ma snaturare la funzione pubblica della scuola.

L’obiettivo non è la  competizione  ma la cooperazione tra biblioteche

Dei progetti appena avviati con questo convegno  forse si potrà parlare in futuro;me lo auguro magari con una rassegna biennale che interessi tutte le biblioteche della nostra Regione; e tale impegno abbiamo voluto riprendere nella risoluzione  conclusiva del convegno.

            Secondo il Codice dei Beni Culturali (Allegato 1): Si intende per "biblioteca" una struttura permanente che raccoglie e conserva un insieme organizzato di libri, materiali e informazioni, comunque editi o pubblicati su qualunque supporto, e ne assicura  la consultazione alfine di promuovere la lettura e lo studio.

            E nel "Manifesto IFLA/Unesco (Allegato 2) sulla biblioteca scolastica" si legge:

            La biblioteca scolastica fornisce informazioni e idee fondamentali alla piena realizzazione di ciascun individuo nell'attuale società dell'informazione e conoscenza...... offre agli studenti la possibilità di acquisire le abilità necessarie per l'apprendimento lungo l'arco della vita, di sviluppare l'immaginazione, per diventare cittadini responsabili”.

            E ancora, a proposito della missione della biblioteca scolastica, ”..... fornisce servizi, libri e risorse per l'apprendimento che consentono a tutti i membri della comunità scolastica di acquisire capacità di pensiero critico e di uso efficace dell'informazione in qualsiasi forma e mezzo”.

            La biblioteca scolastica dunque si collega con il più ampio sistema bibliotecario e informativo secondo i principi del Manifesto Unesco sulle biblioteche pubbliche

            Voglio citare anche  la Prof. Ida Salviati che ha colto un aspetto essenziale del problema: le biblioteche scolastiche sono un tipo speciale di biblioteca, ha scritto, che ha bisogno certamente di riflessioni specifiche (estranee al dibattito biblioteconomico; per dire solo la più  evidente: il rapporto con la didattica), ma che ha altrettanto bisogno di relazioni e di collegamenti con il mondo della biblioteca pubblica, con la quale condivide una parte significativa dei suoi problemi.”

            Per dare un carattere concreto al nostro convegno  vorrei iniziare dunque  dalle intenzionalità  dalle quali siamo partiti. Dunque quali sono i punti salienti?

            Anzitutto occorre chiedersi quale importanza viene data alla  presenza di  biblioteche scolastiche e se il ruolo delle stesse sia ritenuto qualificante  anche per le finalità didattiche; la domanda non riguarda solo le autorità scolastiche (sembra addirittura che molti Dirigenti scolastici abbiano scoraggiato ogni tentativo di progettualità nel merito).

            Sono i docenti bibliotecari che continuano impavidi a frequentare corsi e a programmare attività in attesa che finisca la lunga notte dell’indifferenza; quindi il problema riguarda direttamente  gli insegnanti, ma anche gli studenti, le famiglie, le istituzioni.

            Mi chiedo anche perché sono tollerate tante lacune  nella conoscenza dello stato di fatto,intendo riferirmi non solo alle statistiche (anche al fine di consentire la comparabilità e l'armonizzazione delle statistiche culturali a livello europeo)ma alle risorse impegnate, alla professionalità degli insegnanti-bibliotecari e più in generale all’impianto culturale che dovrebbe caratterizzare la scuola.

            Occorre una ventata di novità e modernità, una vera e propria rinascita dei valori civici e culturali. In una logica di cooperazione e non di competizione, come detto sopra, di differenziazione e di complementarietà; questa logica di rete è resa più pressante dal web e dovrebbe riguardare anzitutto la rete tra biblioteche scolastiche e poi con tutto il sistema .

            In termini industriali si parla di innovazione di processo e di prodotto , nella scuola di prodotti per l’apprendimento e processi per l’insegnamento, di funzione documentaristica e didattica ma anche di creatività e per questo sarebbe importante un confronto continuo di esperienze in modo da diffondere le esperienze più avanzate.

            L’ultima iniziativa a sostegno delle biblioteche scolastiche è stata Bibliomediascuole (allegato3) un progetto, di durata triennale, che ha  coinvolto circa 500 Istituti Scolastici in tutta Italia, selezionati in base a criteri di ricchezza del posseduto librario, di presenza di personale in possesso di specifiche competenze biblioteconomiche, di locali e attrezzature idonee al progetto; un numero come si vede molto esiguo.

            Mi chiedo e chiedo a voi: è ammissibile che solo 500 biblioteche scolastiche abbiano avuto un piccolo  intervento di sostegno e poi il vuoto?

            Segnalo tuttavia la Campagna per l'Accessibilità delle Biblioteche in rete e anche il Protocollo d'Intesa tra il Ministro della Pubblica Istruzione e il Ministro per i Beni e le Attività Culturali e il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome in materia di biblioteche, in particolare per favorire lo sviluppo della cooperazione bibliotecaria includendo le biblioteche scolastiche.

 Il testo dell'intesa (pubblicato in "Regioni.it", n. 896, 21 marzo 2007) è reperibile nel sito: <http://www.regioni.it/mhonarc/details_misc.aspx?id=4800>.

            Ultimamente, vorrei essere smentito, abbiamo verificato come nella  finanziaria non ci sia nulla; certo si possono comprendere le note ristrettezze di bilancio ma se parliamo di  scelte che penalizzano la scuola e le biblioteca scolastica in particolare sono proprio queste scelte che vorremmo discutere; a fronte, lasciatemelo dire, di uno spreco  intollerabile di risorse  per non parlar d’altro  nelle armi  e nelle missioni militari. Un carro armato costa come una biblioteca scolastica! Non è questo un luogo comune ma, di fronte all’anacronismo e all’assurdità della guerra e della corsa agli armamenti, mi sembra questa una battaglia di civiltà ancora da fare, urgente!

             Le guerre: quelle umanitarie, quelle chiamate, per cinica ironia, di peace keeping, quelle dei volenterosi e quelle infinite sono da contestare  per la menzogna che le accompagna in un mondo di povertà crescenti e di disastro ambientale in atto.

[Bibl'aria]               Mi auguro su questo punto un consenso alle mie parole da parte dell’ Aib anche se esprimo questi giudizi a titolo personale e anche di Bibl'aria, una associazione di bibliotecari pacifisti che hanno messo al centro del loro impegno il rapporto tra cultura e pace. 

            I bibliotecari, a mio giudizio, possono stare da una parte sola :quella della pace  e non possono che rilevare amaramente che per le cause positive: quelle del recupero e della difesa del patrimonio storico artistico e naturale del paese non ci sono mai risorse; risorse che zampillano copiose invece per ogni business di distruzione ambientale e di offesa umana; si dirà che le prime attingono al pubblico e le seconde alla libertà del privato investitore ma sappiamo che non è così o che così comunque non dovrebbe essere. Chissà che il mondo non venga salvato dai bambini!

 

            Ritornando ai temi del convegno uno dei problemi non eludibili riguarda  la catalogazione e i vari software di riferimento. Noi viviamo in uno strano paese dove il Ministero dell’Università e della ricerca, quello della PI , quello dei beni culturali e ambientali/MBCA non dialogano neppure nella costruzione delle architetture di rete: abbiamo così SBN dell’ICCU (Istituto centrale del catalogo unico) che unico non è; Winiride in uso nella scuola, Aleph nell’Università; per non parlare di Regioni, province e comuni (allegato 4)

            La regione Liguria ad esempio per il CBL utilizza SBN mentre la Provincia utilizza Sebina. Anche a livello cartografico i sistemi informativi territoriali (SIT) spesso non consentono una omologazione dei dati, protocolli condivisi, una certificazione e una inter-operabilità tra sistemi diversi, persino nei rapporti con le istituzioni comunitarie prevale la babele informatica (e questo interessa non solo i professionisti o gli studiosi ma anche le scuole); pensate che è stato persino difficile trovare una carta tematica del Tigullio con l’ubicazione delle scuole e delle biblioteche (come potete verificate dalla documentazione distribuita; ci sono le scuole ma non le biblioteche…… e i musei? saranno altrove….).

            Un secondo problema riguarda l’uso di sistemi open source per la scuola, Linux in particolare (allegato 5) che consentirebbe anche un miglior uso delle scarse risorse disponibili (Negli allegati alla relazione vedi infra: sono state inserite citazioni da Wikipedia, l'enciclopedia che costruisce un sapere collettivo in rete).

            Ma anche gli strumenti comunicativi oggi possibili sono quasi inutilizzati: pensate alla semplice posta elettronica (e-mail) che sembra non avere ancora diritto di cittadinanza nelle scuole ma anche nelle istituzioni. Molte delle e-mail pubblicizzate sui siti  web sono inagibili e sarebbe meglio che venissero cancellate per non ingannare i cittadini (in compenso molti call center stressano milioni di utenti con le loro trappole psicologiche e i tempi di attesa indecenti), facilitare la comunicazione è possibile ma non è voluto, non conviene in una logica aziendalistica che assedia da tempo i valori e i diritti pubblici.

            Tra i siti web segnalo quello di Bibliomax (allegato 6) il sito delle biblioteche scolastiche.

            Tra i nuovi strumenti comunicativi segnalo Skype e  altri sistemi di  trasmissione telefonica via web, i sistemi wireless, l’I-pod; Web 2.0 etc. (allegato 7).

            Penso alla possibilità concreta di far almeno ascoltare buona musica nella biblioteca della scuola in assenza dell’insegnamento della materia, di far ascoltare un audio-libro a bambini ed anziani ad esempio…… e l’elenco potrebbe continuare.

            Infine le tecnologie e-learning (allegato 8) anche per la formazione a distanza del bibliotecario scolastico o per integrare la lezione cattedratica a beneficio degli studenti (anche per singole specifiche esigenze, non necessariamente per corsi monografici di lunga durata. Tutto questo potrebbe valere anche per l’educazione degli adulti (la domanda esiste, e come….).

            Oggi la scuola si occupa di infanzia e adolescenza ma non sarebbe vietato un ruolo nuovo per la popolazione adulta e anziana ( in una società che dovrebbe fornire meno oggetti di consumo e più servizi, anche culturali ovviamente .

 Certo dovrebbero cambiare molte cose.

            Un altro problema riguarda il rapporto tra programmi ministeriali, uso dei libri di testo e  pluralità culturale della biblioteca

            Un altro problema  riguarda la professionalità dei bibliotecari scolastici e in particolare  il ruolo docente e quello bibliotecario; su questo sentiremo presto la prof. M.T. De Nardis.

[banner NoPago / Bibl'aria 2003]            Un aspetto non secondario riguarda il copyright e le nuove normative con la limitazione delle fotocopie e soprattutto per il prestito del libro a pagamento che penalizza certamente le scuole e le biblioteche e che ha dato luogo alla campagna AIB / Bibl'aria / NO PAGO.

            Si veda anche l’evoluzione  dei creative commons; solo alcuni diritti riservati anziché tutti ( allegato 9)

         Naturalmente la ricchezza argomentativa, il contesto culturale,  le connessioni logiche e storiche hanno un valore determinante ma la nostra sollecitazione va anzitutto ai problemi di fondo per individuare qualche risposta condivisa….  e per questo si è anche pensato ad una risoluzione conclusiva che rimetto all’attenzione dei presenti (allegato10).

            Prima di concludere vorrei dare notizia di un recente dibattito sulle biblioteche scolastiche  nella mailing list dei bibliotecari italiani AIB-CUR aperto dalla Prof. Lombello:

...…In attesa di un'audizione al Ministero, e/o alla  Commissione Cultura e Istruzione della Camera continuiamo a lavorare per costruire il futuro delle biblioteche e dei bibliotecari scolastici: formando i nostri studenti (per la maggior parte insegnanti di domani della scuola dell'infanzia e della scuola primaria) sul ruolo educativo della biblioteca scolastica, sulla metodologia della ricerca dell'informazione secondo i modelli diffusi/accreditati oltre che sulla promozione della lettura e della letteratura per ragazzi; continuando a formare docenti bibliotecari nel corso di perfezionamento "Formazione del docente documentalista scolastico" e nel master di I livello "Bibliotecario documentalista nei servizi scolastici, educativi e museali"; organizzando convegni nell'ambito del Gruppo di ricerca sulle Biblioteche scolastiche dell' AIB Sezione Veneto-Dipartimento di Scienze dell'Educazione dell'Università di Padova”; credo sia già importante creare una consapevolezza (e una competenza) "alla base" anche se certo che ci vuole il ruolo del bibliotecario scolastico, per un lavoro sistematico e "legittimato"!

             Un esempio positivo che vorrei segnalare  è senz’altro quello di Vicenza dove esiste  un  sito relativo ad  una rete di biblioteche scolastiche (40 Istituti con 53 biblioteche sc.), in collaborazione con il circuito di biblioteche civiche della provincia di Vicenza che rende un servizio ai cittadini con il prestito interbibliotecario.
Qualche
dato:
- operatori RBS attualmente attivati 130;
- ore di formazione annue 50h;
- mail di consulenza a cui il coordinatore ha risposto nel 2006, circa 30 al giorno;
- media ore di apertura delle biblioteche: 16 ore settimanali;
- records bibliografici complessivi: notizie referenziate 122.000 - testi 166.200;
- nuovi acquisti 2006: 9188;
- prestiti (a.s. 2005/2006) e ancora :
- Testi interni prestati ai propri utenti 32000
- Testi interni prestati a Biblioteche scolastiche 800
- Testi interni prestati a Biblioteche pubbliche 170
- Prestiti provenienti da Biblioteche scolastiche esterne 680
- Prestiti provenienti da Biblioteche pubbliche esterne 620;
- collegamento internet obbligatorio: catalogazione partecipata e derivata con catalogo e gestione prestiti on-line;
- con l'iniziativa di rete non ci saranno biblioteche scolastiche che chiudono in questo territorio.
La situazione del vicentino è fotografata dal questionario di rilevazione sulla situazione delle biblioteche scolastiche e sull'attività di promozione della lettura nelle scuole promosso da Rbs e CSA i cui risultati sono nel sito.

Una speranza e un progetto che vorremmo imitare anche nel Tigullio.

  Rino Vaccaro
  casarossa.rino@libero.it


Indice allegati


      1  Codice dei beni culturali

            2  Manifesto IFLA/Unesco sulla biblioteca scolastica

            Il Progetto Biblioteche nelle Scuole/bibliomediascuole

             4  SBN e altri sistemi e software

             5  Linux e open source

             6   bibliomax/ sito web biblioteche scolastiche

               Skype, Podcast

              E-learning

              9  creative commons

            10  bozza risoluzione conclusiva


(8 maggio 2007)
 [pubblicato sul Bibl'og,  8/05/2007, QUI]


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"L'Italia degli 8000 comuni dovrebbe essere anche l'Italia delle 8000 biblioteche"
Messaggio del Presidente Carlo Azeglio Ciampi, 5 maggio 2003

postato da: biblaria | 09:20 | commenti

        CONVEGNO       

[biblioteca]

Biblioteche scolastiche: esperienze a confronto
in memoria della prof.ssa Albertina Corticelli

 
martedì 8 maggio Biblioteca della Società Economica di Chiavari (Ge)

 

[locandina]

Abbiamo chiesto a Rino Vaccaro, che del prossimo convegno di Chiavari sulle biblioteche scolastiche è stato l'infaticabile promotore, di anticipare per i lettori del Bibl'og il significato dell'iniziativa. Questa la sua risposta:


"Per dare un carattere concreto al nostro convegno vorrei partire dalle intenzionalità  dalle quali siamo partiti.

Naturalmente la ricchezza argomentativa, il contesto culturale, le connessioni logiche  e storiche hanno un valore determinante ma la nostra sollecitazione va anzitutto   ai problemi di fondo per individuare qualche risposta condivisa……   e per questo si è anche pensato ad una risoluzione conclusiva che  rimetterò all’attenzione dei presenti".


Dunque quali sono i punti salienti?

"Inzitutto se interessa avere biblioteche scolastiche funzionanti e se il ruolo delle stesse è importante, anche ai fini didattici;

Infatti bisogna domandarsi: perché tante lacune nella conoscenza dello stato di fatto, le statistiche, le risorse impegnate, la professionalità degli insegnanti bibliotecari?

E' ammissibile che solo 500 BS abbiano avuto un intervento ormai molti anni or sono e poi  il vuoto?

E poi sulla finanziaria: certo ci sono  ristrettezze di bilancio e scelte che penalizzano la scuola e le BS ma sono proprio queste scelte che vorremmo discutere; a fronte,  lasciatemelo dire, di uno spreco intollerabile di risorse nelle armi e nelle missioni militari.


Certo le guerre...

Sì le guerre: quelle umanitarie, quelle chiamate per ironia di peace keeping, quelle dei volenterosi e quelle infinite sono da contestare per la menzogna che le accompagna in un mondo di povertà crescenti e di disastro ambientale in atto.

Mi auguro su questo punto un consenso da parte di Aib anche se esprimo questi giudizi a titolo personale e li porterò però anche a nome di Bibl'aria, in quanto associazione di bibliotecari pacifisti che hanno messo al centro il rapporto tra cultura e pace.


Beh, ci ricordiamo tutti che Bibl'aria è nata proprio alla vigilia dell'aggressione militare all'Iraq chiedendo che sulla guerra dalle biblioteche venisse una parola chiara, senza ipocrisie di neutralistiche, come infatti poi è successo negli Usa con la coraggiosa posizione presa dall'associazione americana delle biblioteche...

"I bibliotecari possono stare da una parte sola: quella della pace e non possono condividere certo che per le cause positive: quelle del recupero e della difesa del patrimonio storico artistico e naturale del paese non ci sono mai risorse; risorse che zampillano copiose invece per ogni business di distruzione ambientale e di offesa umana; si dirà che le prime attingono al pubblico e le seconde alla libertà del privato investitore ma sappiamo che non è così o che così non dovrebbe essere."


Rino Vaccaro
via aurelia 75
16043 Chiavari/Ge
tel/fax 0185 318190
casarossa.rino@libero.it 

postato da: biblaria | 04:40 | commenti (5)