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CONVEGNO
Biblioteche scolastiche: esperienze a confronto
Abbiamo chiesto a Rino Vaccaro, che del prossimo convegno di Chiavari sulle biblioteche scolastiche è stato l'infaticabile promotore, di anticipare per i lettori del Bibl'og il significato dell'iniziativa. Questa la sua risposta:
"Per dare un carattere concreto al nostro convegno vorrei partire dalle intenzionalità dalle quali siamo partiti. Naturalmente la ricchezza argomentativa, il contesto culturale, le connessioni logiche e storiche hanno un valore determinante ma la nostra sollecitazione va anzitutto ai problemi di fondo per individuare qualche risposta condivisa…… e per questo si è anche pensato ad una risoluzione conclusiva che rimetterò all’attenzione dei presenti".
Dunque quali sono i punti salienti? "Inzitutto se interessa avere biblioteche scolastiche funzionanti e se il ruolo delle stesse è importante, anche ai fini didattici; Infatti bisogna domandarsi: perché tante lacune nella conoscenza dello stato di fatto, le statistiche, le risorse impegnate, la professionalità degli insegnanti bibliotecari? E' ammissibile che solo 500 BS abbiano avuto un intervento ormai molti anni or sono e poi il vuoto? E poi sulla finanziaria: certo ci sono ristrettezze di bilancio e scelte che penalizzano la scuola e le BS ma sono proprio queste scelte che vorremmo discutere; a fronte, lasciatemelo dire, di uno spreco intollerabile di risorse nelle armi e nelle missioni militari.
Certo le guerre... Sì le guerre: quelle umanitarie, quelle chiamate per ironia di peace keeping, quelle dei volenterosi e quelle infinite sono da contestare per la menzogna che le accompagna in un mondo di povertà crescenti e di disastro ambientale in atto. Mi auguro su questo punto un consenso da parte di Aib anche se esprimo questi giudizi a titolo personale e li porterò però anche a nome di Bibl'aria, in quanto associazione di bibliotecari pacifisti che hanno messo al centro il rapporto tra cultura e pace.
Beh, ci ricordiamo tutti che Bibl'aria è nata proprio alla vigilia dell'aggressione militare all'Iraq chiedendo che sulla guerra dalle biblioteche venisse una parola chiara, senza ipocrisie di neutralistiche, come infatti poi è successo negli Usa con la coraggiosa posizione presa dall'associazione americana delle biblioteche... "I bibliotecari possono stare da una parte sola: quella della pace e non possono condividere certo che per le cause positive: quelle del recupero e della difesa del patrimonio storico artistico e naturale del paese non ci sono mai risorse; risorse che zampillano copiose invece per ogni business di distruzione ambientale e di offesa umana; si dirà che le prime attingono al pubblico e le seconde alla libertà del privato investitore ma sappiamo che non è così o che così non dovrebbe essere."
postato da: biblaria | 04:40 | commenti (5) |